Storie di ordinaria civiltà

La macchina arriva a velocità abbastanza sostenuta, parcheggia più o meno negli spazi, a bordo un giovane padre aspetta il pargolo che sta per uscire da scuola, per fortuna spegne il motore, ma non subito solo quando si accorge che mancano una decina di minuti al suono della campanella, e, visto che è abbastanza in anticipo resta seduto in auto, con la portiera aperta, e si accende una sigaretta, dopo pochissimi minuti con mossa repentina svuota il portacenere sull’asfalto, poi, soddisfatto del proprio lavoro, il nostro eroe sbarca e si avvia a ritirare la prole alla quale, immagino, insegnerà con passione l’amore per la natura ed il rispetto per l’ambiente.

Non mi stupisce se lo stesso pargolo, tra qualche anno, quando gli farò notare che non è il caso che se ne stia, durante l’intervallo, in corridoio, appoggiato al muro sul quale risalterà un’impronta della sua Nike ultimo modello numero 45, mi guarderà attonito chiedendosi e chiedendomi cosa sta facendo di male.

E neppure mi stupisce se, quando lo richiamerò perchè avrà lasciato distrattamente cadere l’involucro della merendina nell’aiuola del giardino, mi fisserà con sguardo interrogativo senza peraltro ingegnarsi a raccoglierla.

Non è cattivo, poverino, e non fa apposta…semplicemente nessuno si è mai sognato di insegnarglielo, magari con l’esempio.

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Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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10 risposte a Storie di ordinaria civiltà

  1. Sono quei genitori con cui ho avuto qualche volta a che fare per gli stessi motivi, e pretendevano pure di avere ragione! Penso che dobbiamo prendere un po’ di coraggio e fare notare anche agli adulti che si comportano male, dobbiamo difendere le nostre libertà e difendere chi le difende, e non aspettare sempre l’intervento del vigile. Il mio nonno non ci pensava due volte a riprendere qualsiasi sconosciuto che non si comportava civilmente.

  2. roselia scrive:

    è proprio dando il buon esempio che si trasmettono insegnamenti. 🙂

  3. Gala scrive:

    La penso esattamente come te. L’esempio è una delle basi dell’educazione e se manca quello è difficile che qualcuno impari qualcosa.

  4. Laura scrive:

    Concordo pienamente con Roselia, solo che troppo spesso ce lo stiamo dimenticando…

  5. Signor Ponza scrive:

    Questa gente proprio non la sopporto. Ormai la buona educazione è stata sotterrata da tempo, ma la cosa bella è che in questi casi fare una “cosa giusta” non richiede chissà quale sforzo o perdita di tempo.

  6. Laura scrive:

    Concordo pienamente, solo che troppo spesso ce lo dimentichiamo

  7. Gianluca scrive:

    Putroppo io vado in ufficio in macchina e devo accompagnare i miei figli in macchina malvolentieri.
    Quando mi fermo davanti alla scuola quello che faccio è spegnere subito il motore, perchè so che da fastidio.
    Noto però che non tutti la fanno …
    —-

    Responsabile.

    Responsabile significa dare una risposta “abile”, ma quale risposta dobbiamo dare noi a queste persone che non rispettano le regole?
    Comunicare l’azione sbagliata? Ma servirà? E poi se si tratta di ragazzi immagino che sia più difficile.

    Pina, io lo so che è difficile, ma non è impossibile. Noi abbiamo dei valori, si tratta di condividerli, valorizzarli, magari usando altri strumenti … come il gioco, la simulazione, il teatro …

    Io sono ottimista sapendo che ci sono dei prof come te.

  8. m1979 scrive:

    E a me non stupisce se poi i genitori denunciano l’insegnante se questi punisce un ragazzo reo di aver fatto il bulletto a scuola!!! Concordo con tutto quello che avete detto.

    E poi secondo me la categoria dei fumatori è la più maleducata di tutti!!

  9. maxilprof scrive:

    Conosco ragazzi e ragazze che nonostante l’esempio dei genitori e (a volte) nonostante l’esempio degli insegnanti sono persone stupende, con idee, valori e tutto il resto.
    Questo è il bello dell’educazione: non sapere di preciso dove andrai a finire facendo quello che stai facendo.

  10. Ariss scrive:

    L’educazione che s’ impartisce ad un bambino deriva da esperienze, stili di vita, tradizioni, ambiente, credo, istruzione ricevuti in precedenza dagli adulti ed adattati ai tempi che si evolvono continuamente.
    Perchè una volta, quando l’insegnante faceva il suo ingresso in aula, gli alunni si alzavano in piedi?
    Perchè in famiglia, a Natale ad esempio, i più piccini baciavano le mani, soprattutto agli anziani, in segno di auguri?
    Perchè infine, anche un estraneo alla famiglia, poteva permettersi un rimprovero e all’occorrenza anche uno scapaccione senza essere condannato per questo?
    Mi sembra che tali modi di agire che esprimono rispetto, riguardo, educazione siano stati del tutto abbandonati; in alcuni casi si prova addirittura riprovazione.
    Con questo, non intendo giustificare la persona senza senso civico, senza creanza o valori che difficilmente saprà insegnare, solo che l’evoluzione e la modernità (anzi la post-modernità) hanno profondamente cambiato la mentalità della gente, pertanto lasciamo che tutto accada e che si accetti semplicemente.

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