Silenzio e riflessione.

Almeno una volta all’anno fa bene prendersi un po’ di tempo per fare silenzio intorno a noi e soprattutto dentro di noi e riflettere sul dolore, sulla morte.

Fa bene restare sospesi in questa attesa della resurrezione e del trionfo della vita e dell’amore sulla morte.

Padova - Giotto - Cappella degli Scrovegni
Pubblicato in così è la vita, personali | Lascia un commento

A un passo dal cielo.

Con gli occhi ancora pieni delle immagini angoscianti del fuoco che ha devastato Notre Dame oggi, quando uscendo dalla stazione della metropolitana mi sono trovata davanti il Duomo, mi si è stretto il cuore al pensiero dei Parigini colpiti in uno dei loro simboli più cari.

Osservando la “mia” splendida cattedrale mi è nato dentro, improvviso, il desiderio di salire sulle terrazze, quasi per controllare che tutto fosse in ordine, che nessuna minaccia si profilasse all’orizzonte, che nulla potesse mettere in pericolo tanta bellezza.

E così, dopo un tempo abbastanza lungo alle biglietterie, sono salita lassù, a un passo dal cielo, tra le guglie eleganti e i fregi ricchissimi di dettagli e ho passeggiato accarezzando con lo sguardo i marmi e le mille figure che tanti artigiani, nei secoli, hanno scolpito per elevare al cielo una preghiera fatta di arte e di pietra.

Intorno a me si aggiravano tanti turisti che esprimevano l’ammirazione e lo stupore in una babele di lingue e si scattavano selfie all’ombra dei santi cristallizzati per sempre nel marmo.

Milano - Sul Duomo
Pubblicato in appunti di viaggio, così è la vita, Milano nel cuore, personali | Lascia un commento

Notre Dame

Guardo le immagini della cattedrale di Notre Dame avvolta dalle fiamme con gli occhi pieni di lacrime, lacrime di dolore per questa chiesa bellissima orribilmente devastata, di dolore per una delle città che amo di più colpita in uno dei suoi simboli più cari.

Perché chi arriva a Parigi per la prima volta si ritrova fatalmente qui, sull’Île de la Cité, nel cuore medievale della città, davanti alla stupenda facciata della cattedrale carica di arte e di storia e alza gli occhi verso i portali e il grande rosone, verso le torri possenti, in cerca dei mostruosi gargoyle posti là, sulle balconate, per tenere fuori dalla chiesa gli spiriti maligni.

Ed oggi, proprio nel primo giorno della Settimana Santa, il fuoco si è impossessato di questa meraviglia e tutti gli interventi degli uomini, così piccoli davanti al disastro, sembrano inutili.

Guardo Notre Dame con gli occhi pieni di lacrime e con la tristezza nel cuore perchè la cattedrale non è solo un pezzo di storia di Parigi o della Francia, ma è un patrimonio di arte, di storia, di cultura che appartiene a tutti noi.

Parigi Agosto 1978
Pubblicato in appunti di viaggio, così è la vita, personali | Lascia un commento

Dietro la facciata.

Ogni tanto mi capita, osservando un edificio, di chiedermi cosa celi la facciata, di cercare di immaginare gli ambienti, le atmosfere, le vite che muri e finestre, con la loro riservatezza, proteggono dagli sguardi curiosi dei passanti.

Ieri al Fuorisalone e più precisamente in via Tortona la mia curiosità è stata, se non proprio soddisfatta, in parte concretizzata da un’istallazione di
Alex Chinneck, l’artista britannico celebre per le sue opere di grande impatto illusionistico, come la casa di Margate la cui facciata, tipicamente inglese di mattoni rossi e infissi bianchi, sembra scivolare nel giardino.

Nello spazio dell’Opificio 31 una casa, che appare semi aperta da una enorme zip laterale, crea l’illusione di una facciata che si arrotola su se stessa per mostrare un interno fatto di luci e ci toglie ogni certezza sulla solidità dei materiali (i mattoni, il legno degli infissi e il vetro) che diventano, come per magia, plastici.

Anche l’interno dell’edificio, del resto, è un susseguirsi di zip che aprono squarci luminosi nei pavimenti e nelle pareti.

L’effetto dell’istallazione è indubbiamente di grande impatto e lascia una sensazione di divertito stupore.

Milano - Fuorisalone
Milano - Fuorisalone
Pubblicato in appunti di viaggio, così è la vita, impara l'arte, Milano nel cuore, personali | Lascia un commento

Il profumo delle spezie.

Oggi ho visitato la Collezione Branca, un affascinante museo d’ impresa posto nello storico stabilimento aperto nel 1907 come ampliamento della fabbrica sorta a Porta Nuova nel 1845.

Il museo è imperniato, soprattutto, sulla produzione del Fernet, un liquore distillato, in origine, come anticolerico e antimalarico, quindi con una connotazione fortemente terapeutica, e in seguito affermatosi in tutto il mondo come aperitivo e digestivo.

Alla base del successo del Fernet c’è una formula segreta, tramandata letteralmente di padre in figlio, in cui entrano ventisette tra erbe, radici e spezie il cui profumo riempie una sala in cui si mischiano gli aromi dell’anice stellato, della cannella, della camomilla, per citarne solo alcuni.

Il percorso museale si snoda attraverso la storia dell’azienda, la ricostruzione dei vari reparti come la distilleria, la falegnameria dove i mastri d’ascia lavoravano le botti, la sartoria che produceva le divise, per finire con una vasta raccolta di manifesti che raccontano le scelte pubblicitarie e di marketing.

La vera chicca, però, sono le cantine, insospettabilmente estese, che ospitano ben allineate le grandi botti di rovere dove i distillati invecchiano nel buio e nel silenzio.

Milano - Collezione, distillerie e cantine Branca
Milano - Collezione, distillerie e cantine Branca
Pubblicato in appunti di viaggio, il piacere del cibo, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Per combattere il freddo.

Spesso, nel mese di aprile,tra le mie montagne l’inverno dà qualche colpo di coda e allora è nevischio e pioggia insistente e vento gelido che soffia giù lungo le vallate e un freddo che fa subito dimenticare che ormai la primavera è iniziata.

Ho poca voglia di uscire di casa e mi raggomitolo vicino al camino, come un gatto, godendomi il week end ozioso visto il clima quasi invernale fornisce un buon alibi per “saltare” la camminata nei boschi che altrimenti sarebbe “di contratto”

Ma il modo migliore per combattere il freddo è cucinare qualcosa di confortante, che riscaldi il cuore e il resto come gli gnocchetti di grano saraceno conditi con burro di alpeggio con aglio e salvia e un po’ di formaggio di casera tagliato a dadini.

Poi ci si siede a tavola con il piatto fumante e un calice di rosso di Valtellina e, come per magia, il freddo è solo un ricordo un po’ molesto.

Moggio
Pubblicato in così è la vita, il piacere del cibo, le mie montagne, personali | Lascia un commento

L’emozione dell’arte.

La Cappella degli Scrovegni a Padova è come un grande libro spalancato davanti agli occhi stupiti dei visitatori che corrono ammirati lungo i quattro registri sovrapposti degli affreschi, cercando di coglierne tutti i dettagli, anche se la ricchezza delle immagini richiederebbe un tempo ben più lungo dei quindici minuti che ci vengono concessi.

E allora tento di riempirmi gli occhi, di non trascurare neppure un particolare, un gesto, un’emozione soffermandomi sui personaggi, anche su quelli in secondo piano, che sembrano dialogare con le figure principali tanto da creare un racconto corale.

Giotto, con la sua grande perizia di artista, ci racconta in modo estremamente “moderno” i sentimenti dei suoi personaggi, il pianto delle madri durante la strage degli innocenti, la dolcezza infinita di Maria che tranquillizza il Bambino appena nato, la disperazione degli angeli che affollano il cielo della deposizione, il Bambino che cerca di sfuggire dalle mani di Simeone e tende le braccia alla madre, come farebbe qualsiasi bambino.

E tutte quelle emozioni passano attraverso gli occhi all’anima e riempiono quei quindici minuti di gioia e di riconoscenza per ciò che solo l’arte sa donare.

Padova - Giotto - Cappella degli Scrovegni
Pubblicato in appunti di viaggio, così è la vita, impara l'arte, personali | Lascia un commento

La tentazione del rogo.

Cosa hanno in comune i romanzi di Harry Potter, un ombrellino di Hello Kitty e una maschera africana?

Apparentemente nulla, ma stando ad una notizia rimbalzata sui nostri quotidiani qualcosa in realtà c’è ed è il fatto che, in una cittadina della Polonia, questi oggetti sono stati dati alle fiamme, condannati al rogo perchè blasfemi.

Purtroppo, anche se oggi è il Fact-Checking day ( la giornata dell’impegno contro le “bufale”), non ho modo di verificare se la notizia sia vera o se sia, come vorrei augurarmi, uno strascico del 1 aprile (… e dei relativi pesci).

Tuttavia, se fosse vera, si tratterebbe di un atto gravissimo che mi provoca un brivido nella schiena come i roghi dei libri durante il Nazismo o quelli del futuro distopico di Fahrenheit 451.

Bruciare i libri è un tentativo maldestro e intollerante di cancellare le idee che non ci piacciono, perché un libro non è mai “solo” un libro, ma è uno scrigno di pensieri, di storie e di vita.

Per fortuna la storia ci insegna che non basta il fuoco per fermare le idee, i pensieri, la libertà.

Falò
Pubblicato in così è la vita, in biblioteca, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Ricordi in libertà.

Ci sono giornate, come oggi ad esempio, in cui nella mente si affollano i ricordi, sono i ricordi felici di una vita e, nel loro riaffiorare , provocano un dolore sordo, ed è difficile ricacciarli indietro, o forse più semplicemente non voglio ricacciarli indietro.

Oggi mio marito avrebbe raggiunto il traguardo dei settant’anni e il pensiero di questo anniversario “mancato” mi addolora, come mi addolora ripensare a tutti i compleanni vissuti insieme, alle feste strettamente familiari segnate da una torta al cioccolato (mio marito era goloso) e dalle candeline che spegneva con un po’ d’imbarazzo, visto che era schivo e non amava stare al centro dell’attenzione, ma ricordo anche il sorriso con cui ci guardava di sottecchi, un sorriso che diceva, più delle parole, la gioia di stare insieme e la contentezza per la festa.

Mi lascio cullare dai ricordi anche se oggi il senso di vuoto è più forte,

Londra - Hammersmith lungo il Tamigi
Pubblicato in così è la vita, personali | Lascia un commento

Cervo a primavera.

La mattina del sabato nel mio paese è dedicata solitamente al mercato, tra una compera e l’altra le persone si incontrano, scambiano quattro chiacchiere mentre i bambini, liberi dalla scuola, ne approfittano per giocare e correre tra le bancarelle in un’atmosfera solitamente rilassata e tranquilla.

Ovviamente basta un nonnulla per animare l’aria un po’ sonnolenta del sabato e oggi il “nonnulla” è stato un cervo che, calato da chissà dove, scorrazzava nel parco del paese. sgroppando con energia.

Ben presto le forze dell’ordine hanno provveduto a spingere l’animale nello spazio riservato ai cani e a transennare tutta l’area per procedere alla cattura, cosa che ha richiesto alcune ore.

E per tutto il tempo la cancellata, sul lato opposto del parco, era gremita di curiosi e di bambini, arrampicati sul muretto, con le teste tra le sbarre per osservare, con un po’ di stupore, uno spettacolo così insolito.

In fondo per i bambini di oggi, che conoscono le mucche e le caprette praticamente solo grazie alle fattorie didattiche, lo spettacolo di un cervo è un dono quasi magico.

Cavenago di Brianza - Il cervo al parco
Pubblicato in così è la vita, personali | Lascia un commento