Gli insegnanti bistrattati.

Spot pubblicitario di un gestore dell’energia: interno, giorno.

Una portiera un po’ impicciona (evidentemente in agguato da ore) sta spolverando un enorme ficus nell’androne di un palazzo signorile, quando entra in scena un signore dall’aria un po’ dimessa che la donna apostrofa prontamente: “Professore, è arrivata la bolletta della luce”.

Il pover’uomo si avvicina alle cassette della posta e si ritrova una busta enorme dal peso insopportabile, mentre la portiera continua ad osservarlo con aria di compatimento (… e, a quanto sembra, con un velato disgusto).

Poi entra in scena un giovane aitante, il “Signor Marco”  e al solo vederlo la portiera si illumina, sorride, scodinzola e gli mostra una busta piccola piccola (che evidentemente corrisponde ad una spesa irrisoria).

La morale della favola è semplice: il professore (… che magari insegna persino matematica) non è in grado di fare i conti e di risparmiare sull’energia, mentre il “Signor Marco”, che non si capisce bene cosa faccia nella vita, è molto più in gamba, in grado di badare a se stesso e alle sue finanze e persino bello.

Ma è mai possibile che gli insegnanti, oltre che dagli allievi e dai genitori,  siano bistrattati persino dalla pubblicità?

Polonia - Varsavia

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Bookcity.

BookcityMilano  è un’iniziativa voluta dal Comune di Milano e da un gruppo di editori, fondazioni, biblioteche e librai per mettere al centro di una serie di eventi sparsi per la città il libro, la lettura e i lettori.

Dal 2012 quindi Milano ruota per tre giorni intorno al libro e al piacere della lettura promuovendo presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari.

Oggi ho partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Philippe Daverio “Gran Tour d’Italia a piccoli passi” nella elegante Sala della Passione della Pinacoteca di Brera e ho potuto notare, con un po’ di stupore e una gran contentezza, che anche di questi tempi la presentazione di un libro e l’incontro con un autore colto e intelligente muovono un sacco di gente, persone appassionate disposte a farsi più di un’ora in coda, al freddo e in piedi, per sentir parlare di un libro.

Bookcity è anche questo: scoprire che anche se “gli italiani leggono pochissimo”, in realtà il gusto per la lettura e l’interesse per un buon libro sono ancora vivi.

Milano - Brera - Bookcity: Presentazione del libro di Philippe Daverio

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Un piccolo esempio di civiltà.

Andare per musei, soprattutto per una famiglia con un paio di pargoletti,  non è sempre un’impresa facile, alcuni, infatti, sono piuttosto costosi (soprattutto se non si tratta di musei nazionali) e alcune iniziative lodevoli, come le domeniche gratis, presentano lo svantaggio di riempire i musei a dismisura in alcune giornate particolari, rendendo la visita quasi impossibile (mi è capitato al “Muse” di Trento di non riuscire neppure ad avvicinarmi ai tornelli dopo due ore di attesa).

Alcune regioni, come la Lombardia, hanno inventato una tessera annuale di libero accesso che è indubbiamente vantaggiosa, mentre quasi tutte le città d’arte offrono delle “card” che permettono l’accesso ai musei a prezzo scontato (o gratis) oltre ad offrire sconti vantaggiosi sui mezzi pubblici e su alcuni esercizi commerciali.

Trovo estremamente civile che alcuni musei di Londra siano completamente gratuiti e non si tratta di piccole raccolte o esposizioni di poco conto, ma, per esempio, del British Museum, della National Gallery, del Victoria an Albert Museum, dell’Imperial War Museum, della Tate Modern e del Science Museum, giusto per citarne alcuni.

La cultura non ha prezzo, ma poter visitare un museo come la National Gallery senza pagare neppure una sterlina è una gran bella esperienza.

Londra - National Gallery

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Natura morta.

Eccola lì, inondata di luce nella sala buia,  “La canestra di frutta” del Caravaggio, uno dei gioielli più preziosi della Pinacoteca Ambrosiana.

Emozionante nella sua estrema verità sembra balzare fuori dallo sfondo chiaro e uniforme, la frutta un po’ bacata, le foglie che si accartocciano sembrano raccontarci il fluire del tempo e della vita, sembrano indicare una caducità delle cose umane con un linguaggio sincero, disperato e, in qualche modo, spietato.

Le foglie e la frutta, gli acini d’uva, i fichi maturi sono rappresentati, così come il vimini della canestra, con una precisione, con una ricchezza di dettagli che ricordano i maestri fiamminghi.

Mi affascina sempre questo piccolo dipinto senza tempo, così moderno e così antico, così semplicemente espressivo.

Milano - Pinacoteca Ambrosiana (La canestra di frutta)

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Le truppe cammellate

“Truppe cammellate” è una espressione dalla connotazione vagamente negativa che ha assunto il significato, nel gergo della politica, di “sostenitori, raccolti in corrente o in associazione,  di un partito politico, di un movimento o di un leader”, l’espressione trae origine dalle truppe trasportate a dorso di cammello (o dromedario) che richiamano scenari di guerre lontane nel tempo e nello spazio.

Negli anni quaranta le truppe cammellate arabe erano formazioni che affiancarono l’esercito coloniale italiano, ma già dalla Prima Guerra Mondiale i britannici schierarono, sul fronte medio-orientale, i Camel Corps dell’Imperial Camel Brigade.

A Londra, dove abbondano i monumenti relativi ai protagonisti e agli eventi di guerre vicine e lontane, dove c’è persino un monumento dedicato agli animali caduti durante i conflitti, ho scovato la statua che celebra le truppe cammellate.

In un angolo di un parco delizioso lungo il Tamigi, i “Victoria Embankment Gardens” si erge questo monumento, dall’aspetto simpatico e un po’ retrò, che, nelle brume mattutine della città, evoca atmosfere esotiche di sole e di caldo e  merita, insieme ai giardini dove è collocato, una passeggiata curiosa.

Londra - Victoria Embankment Gardens

 

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Tea time.

La tradizione del tè delle cinque, a quanto pare, nacque durante il regno della regina Vittoria: l’origine del “rito” è attribuita alla duchessa  Anna di Bedford che, non sopportando le lunghe ore di digiuno tra la prima colazione e la cena (pare che in quei tempi felici si consumassero solo due pasti), si faceva servire del tè accompagnato da biscotti e pane e burro.

L’abitudine della duchessa si diffuse e, ben presto, uscì dalle dimore dell’aristocrazia per occupare le sale da tè dei grandi alberghi o dei locali nei quartieri più eleganti con grande profusione di porcellane a fiorellini, dolci e piccoli sandwich salati che, più che colmare un languore, rappresentano un pasto vero e proprio.

Nei giorni passati a Londra non abbiamo resistito, ho prenotato in una sala da tè di Mayfair e ci siamo concessi questo piccolo momento di relax lontano dal traffico delle vie dello shopping.

In una sala con un’atmosfera da romanzo di Agatha Christie, con le luci soffuse ed una musica smorzata in sottofondo ci è stato servito dell’ottimo tè (dopo una scelta non semplice tra le molte essenze) e un’alzatina con scones confettura e crema, un dolce a base di frutta secca, piccoli sandwich al salmone e al formaggio e una fetta di torta dall’aspetto molto invitante.

Decisamente quello del tè delle cinque è un aspetto della tradizione britannica che mi ha affascinato.

Londra - Mayfair - Tea Room

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Trafalgar Square.

A Trafalgar Square, un po’ come a Piccadilly Circus, si può veder passare tutto il mondo, ma mi piace di più perché è una grande piazza elegante e armoniosa, chiusa su un lato dalla National Gallery con la sua imponente scalinata e adorna di fontane.

Ci sono artisti di strada e musicisti che offrono occasioni di svago ai numerosi passanti e ai turisti che si lasciano incantare dalla musica, dagli spettacoli dei mimi, dai disegni tracciati col gesso sul selciato.

Al centro si erge la colonna con la statua dell’Ammiraglio Nelson e intorno sono allineate numerose  sculture commemorative e quattro imponenti leoni di bronzo, mentre, in un angolo, si può ammirare una curiosa edicola che, in realtà, è la stazione di polizia più piccola del  mondo.

In questa zona sorgevano le scuderie reali che furono spostate a Buckingham Palace e lo spazio lasciato vuoto dalla demolizione fu risanato nel 1826 quando all’architetto John Nash fu affidato l’incarico di riqualificare l’area che, alla fine dei lavori, fu inaugurata nel maggio del 1844.

Intorno alla piazza, come dicevo, gira il mondo ci sono turisti, passanti, poliziotti a cavallo e il traffico di auto, taxi neri e gli autobus rossi a due piani che percorrono lo Strand e su tutti quanti si posa lo sguardo severo ed attento di Nelson.

Londra - Trafalgar Square

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Camden Town.

Camden Town è una città nella città, situata a nord di Londra, colorata, eccentrica e affascinante, è il paradiso dello shopping divertente anche per chi non pensa fare acquisti (ma poi, alla fine, si ritrova con le mani occupate dalle borse).

Si esce dalla stazione della metropolitana e ci si ritrova sulla Camden High Street dove si affacciano i negozi dalle insegne incredibili, dove si incontrano personaggi con abbigliamento e chiome improbabili, dove si è avvolti dalla musica e dai colori.

Poi si passeggia lungo il Regent’s Canal che ricorda Amsterdam con i suoi ponti e le chiuse, ci si sofferma incantati nel Camden Lock Market, si passa dall’abbigliamento cyberpunk, al burlesque, al vintage in pochi minuti mentre, dal vicino Food Market arrivano profumi ed aromi di tutte le parti del mondo.

Camden Town è un’esperienza irripetibile.

Londra - Camden Town

Londra - Camden Town

Londra - Camden Town

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Fortnum & Mason

Sulla passeggiata che va da Piccadilly a Green Park si affacciano le vetrine ricchissime e raffinate di questo che non è semplicemente un negozio, ma un vero e proprio regno del gusto e della dolcezza, un grande magazzino che fa risalire la propria fondazione al 1707 ed è, da sempre, fornitore della Casa Reale e ha servito, con i suoi prodotti, il Duca di Wellington durante la battaglia di Waterloo e la spedizione sull’Everest del 1922.

All’interno è una profusione di addobbi preziosi, luci e sapori che vanno dai tè pregiati ai biscotti, dalle marmellate al miele delle più svariate e rare qualità, dal cioccolato alle confezioni preziose di caviale e foie gras.

E poi, sugli scaffali ben allineati, si susseguono i cestini di vimini da picnic e gli stupendi servizi da tè.

Una passeggiata in questo scintillante negozio è un’esperienza gioiosa e stimolante, anche se può essere devastante per le finanze.

Londra - Fortnum & Mason

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Notting Hill.

Londra - Portobello Road

Mi sono divertita e anche un po’ commossa quando ho visto per la prima volta il film “Notting Hill”, anche se di solito le storie romantiche non catturano molto la mia attenzione, ma la pellicola con Julia Roberts e Hugh Grant non è solo sdolcinata come un “barile di melassa” , ma è anche umoristica ed è ambientata in Portobello Road che, con il suo mercato e i suoi negozi colorati, ricorda un po’ un villaggio.

Ho passeggiato lungo la strada nelle prime ore del mattino quando il mercato cominciava ad animarsi, ho cercato la “Libreria di Viaggi” che, anche se ha conservato l’insegna del film, in realtà è un negozio di souvenir, ho respirato l’atmosfera di una Londra un po’ meno monumentale e imperiale, ma un po’ più a misura d’uomo.

Mi sono spinta fino alla casa “dalla porta blu” o lungo le vie laterali fiancheggiate da edifici eleganti dai colori pastello, con cancelli in ferro battuto e verande deliziose.

Penso che, in questa parte della città, potrei anche decidere di vivere.

Londra - Notting Hill - La porta blu

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