L’ultima settimana.

Sta per cominciare l’ultima settimana di scuola, la madre di tutte le settimane: ieri ho definitivamente chiuso, dopo quello di storia, anche il programma di geografia, da oggi si ripassa e si simula (non si tratta di “far finta”, ma di simulare la prova d’esame perchè i ragazzi riescano a gestire la paura).

E’ il periodo dei tornei: le ragazze hanno vinto quello di pallavolo, i maschi hanno perso e continuano a recriminare accusandosi a vicenda, non riesco a capire se siano più arrabbiati per la sconfitta o invidiosi della vittoria delle compagne, che li osservano con un misto di ironia e compatimento.

E’ anche il periodo della “pizzata” con gli insegnanti e qualche genitore volonteroso (…e mal sopportato dai ragazzi, ma un mezzo di trasporto è quasi indispensabile): ci sono grandi sussurri e febbrili consultazioni, qualcuno timidamente si informa se i prof. devono essere invitati proprio tutti, ma, con l’esame alle porte, può essere altamente controproducente scontentare qualcuno.

La paranoia da esame sta salendo come un’onda di marea, veloce e inarrestabile, anche i più studiosi ne vengono colpiti e si pongono interrogativi assurdi, gli altri, quelli che hanno vissuto come “gli uccelli del cielo e i gigli nei campi” si crogiolano nella loro beata ignoranza, socraticamente sanno di non sapere e sono rassegnati al peggio.

Da parte mia sono sommersa dalle cartacce e, come succede sempre in questi momenti, sono stata abbandonata dalla stampante che ha scelto proprio il periodo di maggiore attività per defungere: pazienza! Scriverò tutto quello che devo e me lo porterò a scuola, rassegnata anch’io a mettermi in coda per usare le stampanti antidiluviane del laboratorio di informatica.

Oggi, ultimo incontro del laboratorio teatrale prima della serata alla presenza dei genitori, abbiamo usato le due ore per fare una prova un po’ speciale: abbiamo deciso di mettere in scena lo spettacolo nella locale “Residenza per Anziani”.

Come sempre succede in questi casi i ragazzi hanno dato un po’ di gioia e in cambio hanno ricevuto tantissimo affetto: sicuramente un’esperienza da ripetere.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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6 risposte a L’ultima settimana.

  1. aigle scrive:

    Ho avuto da mia figlia la segnalazione di questo sito e, leggendo tra i blog, ho riconosciuto Renata!
    Sono una tua coetanea…,ci siamo frequentate pochissimo, anche ai tempi della scuola, probabilmente troppo diverse…

    Vorrei ringraziarti per quello che scrivi, è bello emozionarsi!!!

    Ciaooooooooooooooooooooooooooooooooo, e

  2. Sciura Pina scrive:

    Grazie Egle…è bello ritrovarsi
    🙂

  3. L’ultima settimana. Che ricordi, soprattutto legati al mio periodo al liceo. A parte l’ultimo anno, in questo periodo si usciva parecchio. Mercato, passeggiate sul mare. Sicuramente più tranquillità.

  4. Signor Ponza scrive:

    Mamma mia la pizzata collettiva. Una delle esperienze più traumatiche (e parlo del liceo). E non per i professori, ma per i compagni, è questo il bello.

  5. stenet scrive:

    Ho sempre mal sopportato le pizzate di fine anno!
    Adoravo invece le ultime settimane,erano un anticipo di vacanza! 😉

  6. Brikebrok scrive:

    Le pizzate si fanno solo in Italia, bellissimo … enjoy ! …

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