I bambini ci guardano.

In uno dei film tratti dai romanzi di Guareschi, “Il ritorno di Don Camillo“, la diatriba tra il sindaco Peppone e il possidente Cagnola sulla requisizione delle terre per la costruzione degli argini coinvolge anche i figli dei protagonisti che litigano aspramente fra loro, dopo il ferimento grave del bambino del sindaco solo l’alluvione del Po, che sommerge il paese, riporterà la pace richiamando tutti alla solidarietà e alla concordia.

I bambini ci guardano, ci osservano, anche quando non lo danno a vedere, imparano a leggere la realtà attraverso i nostri occhi e le nostre parole e imparano a vivere in mezzo agli altri attraverso i nostri comportamenti.

Per questo motivo non mi scandalizzano i temi dei bambini di Ponticelli, mi chiedo solo che atmosfera avvelenata abbiano respirato i piccoli autori, che discorsi abbiano udito in famiglia o per le strade: gli occhi dei bambini sono lo specchio nel quale noi adulti vediamo riflessa la nostra immagine, facciamo grande attenzione a non deturparlo.

Hanno tanti maestri i bambini: gli insegnanti, la televisione, il gruppo dei “pari”, ma soprattutto i genitori e, soprattutto dai genitori imparano comportamenti, valori, idee e pregiudizi.

Il dovere di noi adulti è quello di essere semplicemente “buoni maestri”.

occhi di bambino

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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4 risposte a I bambini ci guardano.

  1. giuliana scrive:

    già, ma qual è la strada giusta? sciura pina, io non ci capisco più niente… fai un salto da me, che magari tu porti un po’ di luce? grazie 🙂

  2. Sciura Pina scrive:

    non credo esistano ricette sicure: penso solo che il lavoro dell’educatore è difficile perchè prima dobbiamo educare noi stessi, pretendere il rigore da noi stessi, per essere modelli credibili e autorevoli.
    Che fatica 🙂

  3. maria angela scrive:

    quando non te lea puoi prendere con chi ci affama veramente, sempre e solo i ricchi e i potenti, finisci col prendertela con il tuo vicino. Ora sono gli zingari, domani saremo noi.I bambini sono avvertiti, solo che i genitori non sanno che stanno allevando carne da macello. Come sempre…
    saluti
    m.ang

  4. Artemisia65 scrive:

    è dura e impervia
    la strada di chi insegna
    ma si può fare

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