Il sottile brivido della paura.

Alla fine di ottobre, insieme alle piogge insistenti, tornano le letture serali dei racconti dell’orrore in biblioteca, un progetto pensato per i ragazzi di seconda media e realizzato grazie alla collaborazione tra l’istituto scolastico e la biblioteca comunale.

Come negli scorsi anni anche in queste sere i ragazzi si presentano in biblioteca, rigorosamente accompagnati dai genitori carichi di cibarie e bevande, un po’ titubanti, ma eccitati e subito vengono accompagnati lungo i corridoi bui, sfiorando gli scaffali dietro i quali si nascondono presenze inquietanti, per giungere, non senza grandi urli di puro terrore, alle varie postazioni dove i lettori presentano i racconti di Poe, di Buzzati, della Garlaschelli e di altri autori altrettanto inquietanti.

Per quasi due ore la biblioteca, che per i ragazzi è abitualmente un luogo rassicurante di studio, si trasforma in una sorta di casa degli orrori, dove la paura serpeggia come un lungo brivido, una paura fatta solo di parole, di lampi di luce nel buio, di figure che si muovono con passi felpati, una paura fatta di niente come spesso è fatta di niente la paura.

Poi alla fine del percorso si spalanca la sala illuminata con i tavoli carichi di dolci e tutte le paure diventano qualcosa di cui si può sorridere sollevati.

Anche se ormai sono in pensione questa è un’esperienza che non voglio perdermi e allora mi diverto a leggere e ad aggirarmi un po’ inquietante, tra i libri e le ragnatele finte che, grazie alla magia del buio,  sembrano vere.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in così è la vita, i giorni della scuola, in biblioteca, personali. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.