U come uva.

Quando ero bambina l scuola cominciava il primo ottobre e, dopo un periodo di varia lunghezza passato a compilare pagine e pagine di aste, puntini e cerchietti, si passava ad imparare a scrivere le vocali.

Ricordo che la maestra scriveva, con la sua grafia tonda, ogni vocale in cima alla pagina e poi noi dovevamo fare un disegno che rappresentasse una parola che iniziava con quella lettera.

Non ricordo cosa avessi disegnato per illustrare tutte le vocali, ma ricordo distintamente “I come imbuto” e “U come uva”.

L’imbuto aveva una forma vagamente geometrica ed era facile disegnarlo sui fogli a quadretti, l’uva invece richiedeva una maggiore abilità, ma nonostante la difficoltà di rappresentare in modo credibile il grappolo che pendeva da un tralcio ricco di pampini e viticci, mi piaceva disegnarla e colorarla di un viola acceso perchè è un frutto così autunnale.

Anche oggi mi piace ritrovare l’uva sul banco del fruttivendolo perchè, come l’autunno, ha un profumo intenso, ha una morbidezza che sa di dolcezza, di mosto appiccicoso, ma allo stesso tempo porta in sè un presagio di freddo, di nebbia, di inverno e mi dà il senso dello scorrere dei giorni e delle stagioni che arrivano portando i loro doni preziosi.

Milano - Expo 2015

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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