La neve cadeva a larghe falde.

“Era una sera d’inverno e la neve cadeva a larghe falde…”: questo era l’incipit un po’ misterioso di una delle fiabe che mio padre inventava quando ero bambina e mi raccontava alla sera, quando tornava tardi dal lavoro e io, come si usava allora, andavo a letto molto presto.

Ascoltavo le sue parole, anche se non capivo proprio tutto (cosa fossero le “larghe falde” l’ho imparato solo più tardi), pian piano scivolavo nel sonno e così non riuscivo mai a sapere come andava a finire la storia.

Questa mattina, quando mi sono alzata, mi è venuto in mente mio padre perché la neve scendeva a larghe falde, proprio come nei suoi racconti, con fiocchi lenti e leggeri e ormai aveva imbiancato i rami degli alberi del giardino.

Per strada la gente camminava lentamente, con attenzione, lamentandosi per la neve, perché succede sempre così: tutti non fanno che ripetere che non ci sono più le stagioni di una volta ( e soprattutto non ci sono più le mitiche mezze stagioni), che l’inverno senza neve non è un “vero” inverno, ma poi, ai primi fiocchi, si alzano alti lai all’indirizzo del tempo, del freddo, dei marciapiedi scivolosi, del destino cinico e baro.

Poi, pian piano, i fiocchi sono diventati minuscoli, quasi impercettibili e il cielo ha cominciato a rasserenarsi.

Moggio - Nevicata

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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