Una quieta bellezza.

Roma, pur con tutti i suoi problemi, con il suo traffico, con le folle di turisti che si aggirano tra i Fori e il Colosseo, che siedono sulla scalinata di Piazza di Spagna scattandosi un selfie, ha sempre il potere di catturarmi con il suo fascino antico, con la sua luce che, soprattutto al tramonto, diventa dolcissima.

E allora può capitare di salire fino alla terrazza del Pincio, imprecando ad ogni gradino, e poi di trovarsi lì, mentre comincia ad imbrunire, con i rumori di Piazza del Popolo attutiti, mentre una fisarmonica nascosta suona “La vie en rose” e un artista di strada riempie il cielo di evanescenti bolle di sapone.

E all’improvviso la città si illumina e anche i miei occhi si illuminano e trovo una nuova serenità nella contemplazione di tanta bellezza.

Roma - Terrazza del Pincio

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La fabbrica dei sogni.

Cinecittà nasce nel 1937 quando Mussolini decise di dare nuovo impulso all’industria cinematografica (dopo l’incendio nel 1935 degli studi Cines che si trovavano presso la Basilica di San Giovanni) e inizialmente constava di settantatré edifici tra i quali si contavano ventun teatri di posa.

Oggi è un grande complesso in parte visitabile, soprattutto per quanto riguarda i grandi set come il Tempio di Gerusalemme, la Firenze del Medioevo e Roma antica (andato però in parte distrutto a causa di un incendio recente).

Una palazzina ospita anche un interessante museo che illustra le professioni del mondo del cinema dove è possibile anche sperimentare una prova di doppiaggio sulla celebre scena della Fontana di Trevi tratta da “La dolce vita” di Fellini.

La visita a Cinecittà permette di calarsi in un’atmosfera surreale e quasi magica, ma contemporaneamente permette anche di accostarsi a grandi professionalità.

Roma - Cinecittà

Roma - Cinecittà

Roma - Cinecittà

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Il Colle.

Pochi giorni dopo il suo insediamento il Presidente Mattarella aveva annunciato di avere l’intenzione di aprire il Quirinale (che fino ad allora era visitabile solo sporadicamente) perché gli italiani potessero entrare in quella che non doveva essere solo la residenza prestigiosa del Capo dello Stato, ma la casa comune di tutti noi.

La visita del Quirinale è interessante ed emozionante al tempo stesso perché si attraversano appartamenti di grande bellezza e ambienti suggestivi  legati alla nostra storia come il Salone delle Feste o lo studio del Presidente.

La visita include anche gli splendidi giardini e le scuderie dove sono esposte le carrozze dei Savoia.

Alla fine del giro è possibile sostare davanti ad una teca che protegge una delle tre copie autografate della Costituzione.

Il Quirinale è un palazzo ricchissimo che, per cinquecento anni, ha ospitato dei capi di stato dai papi, ai sovrani d’Italia, ai Presidenti della Repubblica, le sue sale sono ricche di storia e, anche grazie al Presidente Mattarella, oggi il Palazzo è un po’ più “nostro”.

Roma - Il Quirinale

Roma - Il Quirinale

Roma - Il Quirinale

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E’ tempo di volare.

In questi giorni i miei ragazzi di terza ( della terza dello scorso anno logicamente) stanno iniziando l’avventura della scuola superiore.

Li immagino emozionati, ma spavaldi nel vano tentativo di nascondere l’emozione, li immagino preoccupati di perdere l’autobus, o di sbagliare la fermata, li immagino un po’ tesi all’idea di doversi inserire tra i nuovi compagni, di doversi abituare ai nuovi insegnanti e ad una scuola nuova così grande da rischiare di perdersi.

Come uccellini appena un po’ cresciuto stanno per lasciare il nido sicuro e spiccare il volo.

Ma io so che le loro ali sono forti e il loro entusiasmo li sosterrà anche nelle tempeste che, inevitabilmente, incontreranno.

E’ tempo di volare…

Polonia - Sopot

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Ma come ci siamo ridotti?

A giudicare dalle pubblicità televisive (non ho mai guardato molto la tv, ma ora trascorro più tempo in casa e il televisore spesso resta acceso: continuo a non guardare le trasmissioni, ma, mentre mi aggiro per casa, non posso fare a meno di ascoltare) siamo diventato un popolo cagionevole e malandato, affetto da disturbi talvolta imbarazzanti.

Si va dai dolori alle articolazioni alla sordità, passando dall’incontinenza e dall’ipercolesterolemia: per me, entrata ufficialmente nella terza età, non è un gran bel messaggio.

Comunque i più giovani non se la passano meglio, infatti sono affetti da problemi intestinali di vario tipo, da onicomicosi, dermatiti, allergie e altri variegati disturbi che richiedono un immediato acquisto di medicamenti (da banco logicamente).

Ho l’impressione che la situazione sia precipitata negli ultimi tempi e che gli spot televisivi ci stiano avviando verso un cupo pessimismo.

Dove sono finite le garrule famiglie strette intorno ad un tavolo imbandito di merendine o a una spaghettata pantagruelica, dove il “mitico Michele” che riconosceva una marca di whisky dopo averne assaggiati una ventina, dov’è finito Gigi che si abbuffava di gelato?

Probabilmente in farmacia.

Milano - Kasa dei libri

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Per chi suona la sveglia.

A chi, in questi primi giorni di settembre, mi chiede com’è “essere in pensione” non so ancora cosa rispondere, forse perchè non mi sono ancora resa conto che, per quanto mi riguarda, l’anno scolastico non comincerà e che non dovrò più scattare al suono della campanella.

L’unica vera differenza, rispetto agli ultimi quaranta (…e rotti) anni di vita, è l’immenso sollievo di non dover più puntare la sveglia ( se non per arrivare puntuale a prendere un treno o un aereo).

Può succedere ugualmente che mi svegli molto presto, perchè i miei ritmi sonno veglia hanno da sempre inserito il pilota automatico, ma la mia giornata non comincia più come una corsa contro il tempo, posso guardare distrattamente l’orologio, alzarmi con calma, ciondolare per la casa assaporando il primo caffè e, udite udite, fare anche un po’ di ginnastica.

Questo andamento lento è il primo impagabile dono della mia nuova vita.

Londra - Westminster

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Espulsioni.

Ottant’anni fa il Consiglio dei Ministri decretava l’espulsione dalla scuola pubblica dei bambini nati da genitori “di razza ebraica” così come escludeva i docenti di religione ebraica dall’insegnamento.

Ho letto spesso racconti che descrivono quel momento storico e la difficoltà di comprendere, la costernazione, il dolore dei bambini e dei ragazzi allontanati dalla loro quotidianità, dagli amici, dagli insegnanti, da un ambiente che dovrebbe essere inclusivo, ma che di colpo ( e agli occhi dei ragazzi incomprensibilmente) era diventato ostile.

Oggi, a pochi giorni dall’apertura delle scuole che garantistico l’istruzione per tutti, è giusto ricordare un momento così oscuro della nostra storia recente per impedire che si ripeta.

Milano

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Brixia.

Brescia è una gran bella città dove è facile leggere, nel tessuto urbano, lo scorrere del tempo dall’epoca romana agli edifici longobardi, dagli edifici rinascimentali ai segni della dominazione veneziana per giungere fino alla piazza di età fascista in puro stile razionalista.

Passeggiare per le sue vie e le sue piazze è come attraversare in poche centinaia di metri un libro di storia.

Una delle pagine più suggestive di questo libro sono i resti del Tempio Capitolino restituiti recentemente alla città dopo un accurato lavoro di restauro.

Particolarmente spettacolare è la cella del primitivo tempio di età augustea che conserva ancora degli splendidi affreschi dai colori accesi ornati dalla raffigurazione di un tendaggio estremamente realistico, quasi fosse un effetto trompe l’oeil, sorretto da anelli infilati in un filo sorretto da minuscoli ganci.

Brescia è una delle tante città ricche di arte e di storia che vale sempre la pena di ritrovare.

Brescia romana

Brescia romana

Brescia romana

 

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Il Palazzo della Cultura e della Scienza.

Un tempo (… e a quanto pare anche ora) girava a Varsavia un detto: “Il panorama di Varsavia è bello se visto dal Palazzo della Cultura perché non si vede il Palazzo della Cultura”.

L’edificio, imponente ed altissimo, fu donato dall’Unione Sovietica per volere di Stalin alla città ed, evidentemente, non fu molto apprezzato visto che rappresentava un simbolo ingombrante dello stalinismo.

Negli anni settanta, forse anche perchè ero influenzata dalle parole dei miei amici polacchi, mi sembrava bruttissimo grigio e triste.

Oggi forse anche perchè sono maturata e i miei gusti in fatto di architettura sono mutati mi è sembrato molto più interessante.

All’interno, ancora in puro stile sovietico, ci sono musei, mostre e spazi per conferenze mentre due ascensori scintillanti (ma minuscoli) portano al trentesimo piano da dove si gode il panorama della città che è bellissimo forse perchè, come dicevano e dicono ancora, il Palazzo della Cultura non si vede.

Polonia (Notturno) - Varsavia

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Astinenza da spaghetti.

Quando un gruppo di connazionali è in viaggio all’estero invariabilmente, ad un certo punto, comincia a serpeggiare un vago disagio da mancanza di spaghetti (o maccheroni, pennette, paccheri …. o di qualsiasi altro tipo di pasta).

Allora i nostalgici vacanzieri cominciano a sognare un ristorante italiano ben sapendo che, anche qualora si riuscisse ad ottenere un piatto di pasta, il gusto non sarebbe neanche lontanamente confrontabile con i sapori ai quali siamo abituati.

La Polonia non fa eccezione infatti il pasto comincia, di solito, con un’insalata o una zuppa, seguita da un piatto di carne o pesce accompagnato da  verdure di vario genere.

Vagheggiare spaghetti o maccheroni non serve, è molto meglio assaggiare nuovi sapori anche perchè la conoscenza di un popolo e della sua cultura passa anche dal cibo, inoltre ritengo che se un’intera nazione non si è estinta è segno che i suoi piatti sono adatti al consumo umano.

E poi le zuppe sono veramente saporite.

Polonia - Gdynia

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