Il tempo della sciocchezza.

Gli ultimi giorni della campagna elettorale equivalgono praticamente all’apertura del vaso di Pandora: è il tempo delle “bufale” più smaccate, delle promesse elettorali irrealizzabili, del fango sparso a piene mani.

E’ il tempo dei cervelli in fuga (e non sto alludendo ai giovani talenti che cercano lavoro all’estero), il tempo in cui l’irrazionalità sembra farla da padrone, in cui i discorsi da bar prendono strade incredibili.

Poi per fortuna si entra in una fase di silenzio elettorale che dovrebbe essere dedicata a raccogliere le idee e a riflettere sulla scelta, o almeno una volta, prima dei social, era così.

Ai tempi di facebook e di twitter nulla è più anacronistico del “silenzio elettorale” visto che non si può più parlare, ma si può continuare a scrivere e la rete contribuisce a diffondere i messaggi alla velocità della luce.

L’unica via di fuga è cercare di raccogliere gli ultimi neuroni sopravvissuti alla devastazione dei discorsi e delle discordie e, possibilmente, cercare di usarli.

roma

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, personali | Lascia un commento

La soluzione del problema.

Dopo l’ennesima strage in una scuola americana l’inquilino della Casa Bianca ha affermato che gli insegnanti dovrebbero essere armati (logicamente non a loro spese, ma utilizzando fondi federali) per evitare che questi episodi di cieca violenza si ripetano.

A parte il fatto che mi sembra improponibile trasformare le aule scolastiche in una sorta di “sfida all’ O.k. Corral” dove ha ragione chi estrae più velocemente la pistola, quello che mi sconvolge è che il Presidente non si renda conto che il ruolo degli insegnanti non può essere quello di rispondere al fuoco con il fuoco, ma quello di educare alla tolleranza, al rispetto, alla convivenza civile.

E intanto di limitare la vendita delle armi non se ne parla neppure.

Per un attimo mi sono vista andare a scuola con la pistola, acquistata con la “carta del docente” nella borsetta (oltre al telefonino, alle verifiche, alle penne, ai fazzoletti di carta), mi sono vista minacciare i miei scolari a mano armata consapevole del fatto che, probabilmente, otterrei un silenzio “di tomba” anche da parte dei più casinisti.

Mi scappa da ridere per non piangere.

Valle d'Aosta - Castello di Issogne

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, i giorni della scuola, personali | Lascia un commento

Un pezzo di cielo.

Quando ero a bambina abitavo a Milano in una casa di quattro piani ai margini dell’Isola, il quartiere dove era nato mio padre e dove viveva ancora mia nonna, dove c’era la mia scuola e l’oratorio che frequentavo (… e prima di me mio padre e i miei zii), dove c’era la latteria con la panna montata spruzzata di cannella e la cartoleria dove acquistavo i quaderni e i pennini prima che suonasse la campanella.

La casa in cui vivevo era un edificio ottocentesco, con appartamenti di grandi proporzioni e soffitti altissimi (… o almeno a me sembrava così), noi abitavamo al terzo piano e non c’era l’ascensore, ma ampie scale con la ringhiera in ferro battuto e il corrimano in legno lucidissimo.

Passavo molto del mio tempo in casa a leggere o giocare perché non c’erano parchi o giardinetti vicini e nel piccolo cortile, chiuso tra quattro muri, era proibito giocare (allora non si badava molto ai “diritti” dei bambini).

Ogni tanto mi capitava di alzare lo sguardo e ricordo che osservavo quel piccolo pezzo di cielo per capire come sarebbe stato il tempo e vedevo il sole al tramonto riflettersi nei vetri della casa di fronte e le nubi correre portate dal vento e il buio della sera colorarsi delle luci della città.

Quel piccolo pezzo di cielo era un limite e un’opportunità: c’era poco da vedere, ma moltissimo da immaginare, c’era un mondo là fuori che potevo colorare con la mia fantasia.

cielo

Pubblicato in così è la vita, Milano nel cuore, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Pensare non fa male.

Ogni tanto, quando in classe mi avanza un po’ di tempo, presento ai miei ragazzi una “bufala” (immagini, testi e quant’altro pescati qua e là sui social) e li invito a smascherarla.

Di solito ci mettono pochi minuti perché, tutto sommato, sono ragazzi in gamba e, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, sono addestrati a riflettere su quello che vedono.

Mi piace che si abituino a pensare (possibilmente con la loro testa), mi piace che non si facciano influenzare da tutto ciò che trovano in rete, ma che si sforzino di andare a fondo prima di “indignarsi e condividere”.

In fondo sono stati proprio loro a segnalarmi (ribaltandosi dalle risate) il post apparso su un social nel quale si stigmatizzava l’invasione culturale da parte degli islamici con la frase “vogliono obbligarci a usare i numeri arabi”.

Sono in gamba, ma persino loro avrebbero qualche problema a risolvere calcoli con i numeri romani.

Brivio

Pubblicato in così è la vita, i giorni della scuola, personali | Lascia un commento

Passeggiando per Torino.

Piovigginava ieri a Torino, ma poco importa perché i portici del centro offrono un riparo a chi ha voglia di passeggiare e poi ci sono tanti musei e caffè scintillanti di luci e cristalli dall’atmosfera un po’ retrò e pasticcerie che spandono intorno il profumo del cacao.

Palazzo Carignano ci accoglie con le sue sale dedicate alla storia patria a partire dalla rivoluzione francese, passando per l’età napoleonica, per giungere al percorso che portò all’unità nazionale.

Le sale sono ricche di dipinti, cimeli, ricostruzioni e ripercorrerle è un vero e proprio tuffo nel passato o in un libro di storia, è emozionante soffermarsi ad osservare il manoscritto dell’inno nazionale o il calamaio con cui fu firmato lo Statuto Albertino o la piccola aula del Parlamento Subalpino dove fu pronunciato il discorso del “grido di dolore”, almeno è emozionante per me che amo studiare la storia ed approfondirne i molti aspetti, anche quelli più quotidiani.

Torino, con la sua elegante geometria, con i suoi edifici carichi di storia, con le sue luci e i suoi profumi che neppure una giornata di pioggia riesce a cancellare è una  città  che merita sempre una visita (o un ritorno).

Torino - Palazzo Carignano - Museo del Risorgimento

Torino - Palazzo Carignano - Museo del Risorgimento

Torino - Palazzo Carignano - Museo del Risorgimento

Pubblicato in appunti di viaggio, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Parma.

E’ notizia di oggi che Parma è stata scelta come Capitale Italiana della Cultura per il 2020.

Sono contenta per questa occasione offerta ad una città vivibile, ricca di monumenti e luoghi storici di grande eleganza e bellezza, culla di una gastronomia di altissima qualità.

Il mio amore per Parma è scritto nel mio dna, visto che mio nonno proveniva proprio da lì, ma si è rinnovato e rafforzato in un recente viaggio che mi ha permesso di esplorare la città anche nei suoi aspetti meno famosi, ma ugualmente affascinanti.

Spero che la città e il territorio sappiano sfruttare questa opportunità per arricchire una offerta turistica già importante e per far conoscere ancora di più questi luoghi che per arte, cultura, bellezza meritano un posto di primo piano tra le città italiane.

Da parte mia penso che approfitterò dell’occasione per tornare.

Parma

Pubblicato in appunti di viaggio, impara l'arte, personali | 1 commento

Storie di una levatrice.

Mi sono appassionata ud una serie televisiva, prodotta dalla BBC a partire dal 2012, intitolata “Call the midwife” che racconta le vicende di un gruppo di levatrici, religiose e laiche. che operavano nel popolare quartiere dell’East End di Londra negli anni cinquanta e sessanta.

I telefilm sono veramente piacevoli per i personaggi, le ambientazioni, i costumi, le musiche e l’atmosfera di povertà dignitosa della zona dei Docks, tra Poplar e l’Isola dei Cani, in una città che lentamente rinasce dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale che hanno lasciato il segno negli edifici, ma più ancora, nei cuori delle persone.

Le storie si ispirano alle memorie di Jennifer Worth che lavorò come levatrice in quel contesto sociale e sono così avvincenti e ricche di umanità da avermi spinto a leggere i libri che ho trovato altrettanto avvincenti.

Nei romanzi ho ritrovato i personaggi, come la sorprendente suor Monica Joan o la scorbutica suor Evangelina, ho ritrovato gli ambienti, ho ritrovato le storie di dolore e amore e l’incredibile mistero che accompagna ogni vita fin dal suo inizio.

Londra - Hammersmith

Pubblicato in in biblioteca, parliamo di donne, personali, televisione | Lascia un commento

Amore e assenza.

Ti ricordi?

Non abbiamo mai festeggiato San Valentino perché l’amore tra noi non aveva bisogno di ricorrenze e di regali e di mazzi di fiori e di cioccolatini, non aveva neanche bisogno di una festa che ci ricordasse quanto ci amavamo, perché bastavamo noi a ricordarlo, bastava la nostra quotidianità quieta e usuale, bastavano gli sguardi e i piccoli gesti e le mezze parole.

Non è mai stato un “grande” amore, ma un amore grande che ci riempiva la vita e le mani e oggi che le mie mani mi sembrano così vuote, oggi che non ci sei, non ho più parole e allora cerco le parole nei libri e mi affido alle parole degli altri per esplorare il vuoto che sento dentro:

Il futuro

 “E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani”.

Julio Cortázar

Cracovia - Il ghetto

Pubblicato in così è la vita, personali, poesia | Lascia un commento

Abbiamo bisogno di buone notizie.

La scena sembra quella di un film: c’è una banchina della metropolitana, c’è gente che aspetta l’arrivo del treno, poi improvvisamente la situazione precipita, un bambino piccolo piccolo, seduto sulla panchina vicino alla mamma, si alza e corre verso i binari cadendo.

Le persone in stazione sembrano stranite, si avvicinano alle rotaie, guardano il bambino senza riuscire a decidere cosa fare, è una questione di attimi, il treno potrebbe entrare in stazione da un momento all’altro.

Poi compare dal nulla un giovane uomo, si toglie lo zainetto e si getta sui binari per recuperare il bambino e affidarlo alla mamma, poi con un salto risale sulla banchina e sparisce.

La buona notizia è che il bambino sta bene.

La buona notizia è che l’impiegato addetto al controllo della stazione stava facendo il suo lavoro, non era distratto o “fuori stanza”, ha visto la scena attraverso gli schermi e ha dato semaforo rosso al treno in arrivo.

La buona notizia è che ci sono ancora persone capaci di aiutare gli altri senza farsi tante domande, senza aspettarsi un premio, senza mettersi sotto i riflettori.

Non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo bisogno di buone notizie.

Milano e dintorni Metro

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, Milano nel cuore, persone e personaggi | Lascia un commento

La scuola di una volta.

Tutti coloro che, come me, hanno da molto superato gli “anta” oggi, alla notizia del genitore che ha aggredito l’insegnante reo di aver rimproverato il pargolo, devono aver rivolto un (grato) pensiero alla loro scuola, ai loro insegnanti e soprattutto ai loro genitori.

Personalmente sono grata ai miei genitori che non hanno mai preso le mie difese, che con infinito amore mi hanno insegnato quali erano i miei doveri, che mi hanno insegnato il rispetto per gli altri, per gli adulti e, in particolare, per i miei insegnanti che, ça va sans dire, quando mi rimproveravano avevano sempre ragione (… e di conseguenza mi sforzavo di farmi rimproverare molto poco).

Se pensavo di aver subito un’ingiustizia se ne discuteva pacatamente e mamma e papà mi invitavano a vedere la situazione da diversi punti di vista: forse non riuscivano a convincermi del tutto, ma mi aiutavano a riflettere, a crescere, a diventare più forte.

Oggi non credo che solo gli insegnanti vivano una crisi di credibilità e di autorevolezza, temo piuttosto che questa crisi coinvolga in modo grave le famiglie che spesso abdicano al dovere di educare perchè sedersi lì, con un ragazzino ribelle, con una ragazzina riottosa e discutere è difficile, scomodo e faticoso.

Purtroppo però è indispensabile.

Milano

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, i giorni della scuola, personali | 1 commento