22maggio2013

Controcorrente.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; persone e personaggi.

Era un sacerdote scomodo, sempre dalla parte degli ultimi e dei diseredati, le sue parole, mai banali o scontate, spesso creavano “scandalo”, però si poteva stare ad ascoltarlo per ore.

Ora che non c’è più mi mancheranno le sue parole difficili, che chiamavano alla responsabilità personale, ma che erano piene d’amore per l’uomo.

Caro Don Andrea, che la terra ti sia lieve.

don gallo

 

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21maggio2013

Solo lo spirito di servizio.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; persone e personaggi.

Così rispose il magistrato Giovanni Falcone a un giornalista che gli chiedeva chi glielo facesse fare.

A pochi giorni dall’anniversario dall’attentato di Capaci che tolse la vita con cieca violenza a lui, alla moglie, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro mi piace sottolineare questo aspetto: Giovanni Falcone non era, e non voleva essere, un eroe, ma un fedele servitore dello Stato che aveva fatto dello spirito di servizio la sua  norma di vita.

Ed era lo spirito di servizio a permettergli di convivere con la paura e di continuare a svolgere con puntualità e passione il suo lavoro fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo respiro.

“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza”.

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20maggio2013

La società civile.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; persone e personaggi.

Ho sentito sempre più spesso, negli ultimi tempi, invocare il ricorso alla “società civile” , in contrapposizione alla “politica di professione”,  dove attingere per reperire le forze migliori su cui puntare per la gestione dello Stato e delle sue istituzioni.

Si dice spesso che la società civile ha in sè le professionalità e le competenze tali da permetterle di governare il Paese soprattutto in momenti difficili come questi.

E forse è vero.

Allora qualcuno mi spieghi perchè la scelta del ministro Idem è così sbagliata.

Visto che non si può dire che non capisca nulla di sport (quindi ha professionalità e competenza) il suo “difetto” potrebbe essere quello di non essere italiana di nascita?

O forse è perchè la neoministro è una che non le manda a dire?

 

 

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19maggio2013

Ludopatia.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; ecco perché mi lamento.

“Ludopatia” è una parola che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene, soprattutto in questa devastante crisi economica.

Credo che sia capitato a tutti di vedere nei bar, nelle tabaccherie o in locali dedicati, nugoli di persone davanti alle slot o in adorazione di uno schermo dove compaiono, ogni dieci minuti, numeri in sequenza.

A me è successo e mi sono soffermata ad osservare il ritmo allucinante con il quale le monete passano di mano, infilate in una fessura o versate alla cassa, si tratta di veri e propri piccoli patrimoni che vengono inghiottiti in un pozzo senza fondo dal quale, solo raramente, troppo raramente, una piccola parte viene restituita.

Un tempo c’erano solo i Casinò dove però la clientela era molto limitata: il numero stesso dei locali e le regole di accesso contribuivano a mettere un freno al gioco.

Oggi però si può giocare dovunque, anche a casa propria, davanti allo schermo di un computer e questa facilità di approccio al gioco d’azzardo lo ha in qualche modo sdoganato.

Per molti, purtroppo, l’azzardo è diventato una speranza e questo è molto triste perchè la difficoltà può portare le persone più deboli a non contare più sulle proprie forze, sulle proprie capacità, ma a sperare nel “colpo di fortuna” che non è mai a portata di mano e in questa ricerca si indebitano consumando anche le ultime risorse già esigue.

La ludopatia, dobbiamo rendercene conto, non è solo un comportamento anomalo, è una vera e propria malattia e, come tale, va affrontata non solo mettendo delle regole (come la proibizione del gioco per i minorenni), ma approntando strutture che permettano di curare quella che è per moltissimi una dipendenza e partendo dalla scuola.

Tutti devono fare la loro parte, soprattutto lo Stato che non può nascondersi dietro la foglia di fico della raccomandazione “gioca senza esagerare”.

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17maggio2013

Omofobia.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri.

Al termine della giornata mondiale contro l’omofobia, dopo tanti discorsi meritevoli di attenzione e rispetto, vorrei  sottolineare un aspetto sul quale oggi ho avuto occasione di riflettere.

L’etimologia del termine “omofobia” ha a che fare con la parola “fobia” che indica una paura irrazionale che genera il panico, una paura malata che si rivolge a qualcosa che non dovrebbe fare paura.

L’aggressività nei confronti degli omosessuali in fondo è questo: è la paura irrazionale di ciò che non riusciamo o non vogliamo comprendere in nome di una tranquillizzante normalità.

Conosco diverse persone  ormai di una certa età che hanno vissuto un’intera esistenza di disagio, un’esistenza nell’ombra, nel nascondimento dei propri desideri e delle proprie inclinazioni sessuali in nome di quella “tranquillizzante normalità”.

Credo che sia giunto il momento in cui ogni persona possa vivere come crede, sforzandosi di cercare quella felicità che dovrebbe essere un diritto di tutti e che il pregiudizio e la paura scompaiano.

Purtroppo contro l’omofobia non bastano le leggi, ci vuole una rivoluzione culturale.

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16maggio2013

Tra critiche e insulti.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri.

Forse l’articolo 290 del codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate) è una norma datata che potrebbe configurare una limitazione  della libertà di espressione, ma è una norma prevista, esistente e quindi va rispettata (in attesa di trovare, eventualmente, la volontà e la forza per modificarla).

Tuttavia credo che, prima di stracciarsi le vesti, bisognerebbe fare un po’ i chiarezza tra cosa significa “critica” e ciò che significa “insulto”.

Non credo che l’articolo 290 punisca la critica civile e democratica all’operato delle massime cariche dello Stato, penso invece che serva a tutelare le stesse dagli insulti gratuiti, dalle ingiurie, dalle illazioni, dalle accuse infamanti senza alcun fondamento.

Ho letto, anche di recente, espressioni ingiuriose nei confronti del Capo dello Stato (sia nei commenti ai blog sia su facebook) che nulla hanno a che fare con la critica, magari aspra, ma che sono improntate ad una violenza verbale che sarebbe inaccettabile nei confronti di chiunque (non solo del Presidente della Repubblica) e che nessuna lotta politica può giustificare.

In passato ho già avuto modo di osservare che il confronto politico ormai ricorda più il tifo da stadio (con minacce e insulti annessi e connessi) che non il dibattito: in sostanza la lotta politica si è spostata sulle persone e non sul merito delle idee e questo fatto segna una triste involuzione nel nostro vivere insieme, nel nostro essere Nazione.

Il reato di vilipendio non dovrebbe esistere, in un Paese civile, perchè il vilipendio non dovrebbe neppure entrare per sbaglio nel nostro linguaggio politico o quotidiano.

 

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15maggio2013

Contraddizioni.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri.

Non voglio (almeno per ora) entrare nel merito della proposta del ministro Kyenge di concedere la cittadinanza per nascita ai figli di stranieri stabilizzati in Italia perchè la materia mi sembra complessa e meritevole di un’attenta riflessione.

Quello che mi lascia perplessa è l’atteggiamento degli esponenti della Lega che si oppongono strenuamente a questa idea in nome di un’appartenenza (solo per sangue) al popolo italiano, popolo del quale molto spesso hanno dichiarato, almeno con atteggiamenti chiari, di non voler appartenere.

Gli italiani, di solito, amano il proprio paese (tutto intero), si riconoscono nel tricolore, cantano l’inno nazionale e non propongono di staccarsi dall’Italia e di creare un’altra nazione.

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14maggio2013

Il ginocchio della lavandaia.

Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; così è la vita; personali.

All’inizio del suo divertente romanzo “Tre uomini in barcaJerome racconta di essersi imbattuto per caso in un’enciclopedia medica, di averla sfogliata prima oziosamente, poi in modo scientifico e di aver scoperto, dopo la lettura dei sintomi, di avere tutte le malattie elencate tranne “il ginocchio della lavandaia“.

Si tratta di banale ipocondria della quale anch’io (essendo talora un po’ ipocondriaca) sono affetta.

Di solito mi guardo bene dallo sfogliare enciclopedie mediche, ma ogni tanto mi succede di buttare un occhio su qualche articolo di giornale nel quale si tratta di qualche disturbo (solitamente compulsivo) legato all’uso dei computer e dei social network e, generalmente, scopro di esserne affetta nella forma più virulenta.

Ieri, per esempio, leggendo un articolo sull’abitudine (che in qualche misura mi appartiene) di fotografare il cibo ho scoperto che questa pratica potrebbe essere sintomo di disturbi alimentari e, logicamente, ho cominciato a preoccuparmi.

Poi però mi sono rasserenata: in fondo fotografo il cibo solo raramente e lo faccio se si tratta di un piatto particolarmente fantasioso o colorato e, soprattutto, per fissare una sensazione legata ad un viaggio o ad una esperienza piacevole.

E poi non condivido le immagini (almeno quasi mai).

Forse il mio stato non è così grave come potrebbe sembrare a prima vista e comunque non mi sembra il caso di catapultarmi da uno strizzacervelli (almeno per ora).

Ornago - Cascina Rossino

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12maggio2013

Cordialità (… e un po’ di orgoglio).

Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; così è la vita; impara l'arte; passato (quasi) remoto.

Si chiamano “città di fondazione” quei nuclei urbani nati, nei diversi periodi storici, dal nulla sulla base di un progetto: vi sono esempi illustri come Brasilia, Crespi o le città sorte sui terreni ricavati dalla bonifica dell’Agro Pontino.

Durante il week end siamo andati a visitare Tresigallo, un paesino ricostruito negli anni trenta in stile razionalista, su impulso del ministro Rossoni (che era originario del luogo), ed è stata proprio una bella esperienza anche perchè il paese è rimasto pressoché intatto e si respira un’atmosfera strana che dà un po’ la sensazione di trovarsi su un set cinematografico.

Ma l’esperienza più bella è stata  chiacchierare con alcuni cittadini che, vedendo il nostro aspetto da turisti (la fotocamera è un sicuro indizio) ci fermavano per raccontarci la storia del paese un po’ stupiti del nostro interesse, molto cordiali e simpatici e con una punta di orgoglio per la loro cittadina così originale.

E’ stato molto confortante sentirsi accolti.

Tresigallo

Tresigallo

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9maggio2013

Un giorno per ricordare.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; passato (quasi) remoto; persone e personaggi.

Che Italia era quella del 1978?

Che Italia era quella che iniziò la sua giornata con l’immagine della Renault 4 rossa, parcheggiata in via Caetani, vicina a Piazza del Gesù, che era la sede della Democrazia Cristiana e via delle Botteghe Oscure che era la sede del Partito Comunista Italiano?

Chi ha visto quell’auto, chi c’era ricorda ancora i poveri resti di Aldo Moro gettati nel bagagliaio, sotto una coperta e nella mente rivede quella fotografia sgranata che si sovrappone all’immagine dello statista, in maniche di camicia, seduto davanti ad una parete scura dove campeggia la stella a cinque punte delle brigate rosse.

Quello che l’Italia di allora non ricorda (perché nell’immaginario collettivo non c’è) è l’immagine dei poveri resti di un’altra persona, ritrovata proprio nelle stesse ore lungo una ferrovia siciliana,  morta mentre, a quanto pareva (e a quanto si voleva far credere),  stava compiendo un attentato terroristico: una morte che il ritrovamento del cadavere di Moro ha oscurato, allora, ma che oggi possiamo leggere come un altro aspetto di quell’Italia violenta, di quel tempo difficile e doloroso che chiamiamo “anni di piombo”.

Oggi è un buon giorno per rendere onore ad entrambi.

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