Più di un secolo.

E’ passato ormai più di un secolo dal 4 Novembre 1918 che, per l’italia, rappresenta la fine della Grande Guerra e la definitiva conclusione del processo di unità nazionale iniziato con le guerre risorgimentali dell’ottocento.

Oggi il 4 novembre è una data che passa un po’ in sordina, non è più un giorno di vacanza, come un tempo, e, anche se le città sono imbandierate e in tutte le comunità i monumenti ai caduti sono coperti di fiori, sembra quasi che il secolo trascorso da quei giorni abbia relegato il ricordo dei caduti, dei feriti, di tutte quelle sofferenze alle pagine dei libri di storia.

L’anno scorso ero a Londra in questi giorni e mi sono resa conto che, per gli inglesi, la celebrazione della fine della Grande Guerra, che nel regno Unito ricorre l’11 novembre, è molto più sentita e partecipata e tutta la città si popola di papaveri rossi che spuntano nelle vetrine e sui baveri dei cappotti in ricordo del sangue versato nelle trincee e sui campi di battaglia.

Non amo particolarmente la retorica patriottica che spesso accompagna tali celebrazioni, ma mi sembra ingiusto e ingrato che il ricordo del 4 novembre scivoli nell’oblio, come una cosa lontana da noi, una cosa che non ci riguarda, che non tocca più la nostra quotidianità.

Redipuglia

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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