Le vacanze lunghe.

Quando ero bambina a questo punto dell’anno, a scuola quasi finita, in casa mia cominciavano i grandi preparativi per le vacanze in montagna che allora duravano dall’ultima settimana di giugno alla fine di settembre (visto che l’anno scolastico in quei tempi felici iniziava il primo giorno di ottobre).

Mia madre passava le giornate ad ammucchiare in un enorme baule, che un corriere portava a destinazione, i vestiti, la biancheria per la casa, i giocattoli miei e di mio fratello, i libri, i quaderni per i famigerati compiti delle vacanze e tutti gli oggetti di uso quotidiano che dovevano servire a rendere il nostro soggiorno confortevole.

Poi si partiva, una domenica mattina, e si raggiungeva la mitica Valsassina, l’alloggio con il balcone che si affacciava sulla piazzetta e per qualche giorno la mamma provvedeva a sistemare tutto ciò che avevamo portato lassù.

Poi cominciava la vacanza vera e propria che era fatta di lunghe passeggiate fino a raggiungere le cime dei monti, di giochi infiniti nella piazzetta con il gruppetto di amici che, di anno in anno, crescevano con me e insieme passavamo dall’infanzia all’adolescenza  e c’erano anche i compiti, nelle giornate di pioggia che, purtroppo, non mancavano mai, c’erano le letture, c’erano le risate e i primi amori, c’erano le notti quiete passate a inseguire le lucciole e ad aspettare le stelle cadenti.

Le vacanze erano lunghissime e, quando le giornate cominciavano malinconicamente ad accorciarsi, era quasi piacevole immaginare il ritorno alla città e ai banchi di scuola.

Piani di Artavaggio (Luglio 2016)

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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