Il Jukebox.

Quelli della mia generazione dovrebbero ricordarseli i jukebox, gli ingombranti apparecchi per la riproduzione di brani musicali che stavano in tutti i locali pubblici, di solito accanto al flipper, a partire dagli anni cinquanta.

Per i ragazzini abituati agli auricolari e agli mp3 i jukebox devono sembrare antichi come i dinosauri, ma per noi, ragazzini di mezzo secolo fa, erano un modo, spesso l’unico, per ascoltare musica insieme, per scoprire il primo amore sulle note di una canzone romantica, per muovere qualche passo di danza quando le discoteche si chiamavano sale da ballo o, se più popolari, balere.

Nella parte superiore del jukebox, sotto una lastra di vetro, c’era l’elenco dei brani musicali e per ogni canzone c’era un numero e una lettera.

Quando avevamo voglia di musica sceglievamo il brano, infilavamo una monetina e poi giravamo la ruota del selettore (o pigiavamo dei tasti) poi stavamo lì, un po’ incantati, a fissare il braccio meccanico che caricava sul piatto del giradischi il disco (rigorosamente in vinile) in attesa delle prime note.

Era bello stare insieme, ascoltare la musica insieme, chiacchierare bevendo una bibita, guardarci negli occhi e, lasciandoci cullare dalla melodia, scoprire le ansie e le bellezze del primo amore.

Brescia

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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