Cerchi rosa.

Come avrebbe reagito De Coubertin, che sosteneva che “la differente fisiologia della donna e il diverso ruolo nella società la rendevano inadatta all’attività sportiva”, se avesse assistito alla cerimonia di apertura dei giochi della XXXI Olimpiade?

La notte di Rio ha visto sfilare numerosissime portabandiera, alcune sorridenti, altre emozionate, altre orgogliose del proprio ruolo, consapevoli di quanto lungo sia stato il cammino che le ha portate lì, in quello stadio leggendario per imprese sportive tutte al maschile.

Dietro di loro hanno sfilato le squadre, tutte con almeno una donna fra gli atleti quasi a testimonianza dei mutamenti dell’ultimo secolo riguardo alla presenza delle donne nella società.

Tra le portabandiera ho visto la nostra Federica Pellegrini, sorridente ed emozionata e poco prima di lei, con la bandiera dell’Iran, Zahra Nemati, l’atleta costretta da un incidente a muoversi in sedia a rotelle, pronta a rappresentare orgogliosamente il suo Paese nella cerimonia di apertura a nella gara di tiro con l’arco.

Ho visto l’alfiere della squadra dei Rifugiati, la diciottenne siriana dall’aria sbarazzina Yusra Mardini che nell’agosto del 2015 si è tuffata dal barcone alla deriva nelle acque del Mare Egeo con venti persone a bordo e nuotando per tre ore lo ha trascinato fino a portare tutti in salvo sulle coste dell’isola di Lesbo.

Queste donne forti, coraggiose, sorridenti la loro medaglia l’hanno giù vinta.

Finale ligure

 

 

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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