Comprendere il dolore.

Poco più di cinque anni fa mio marito moriva a causa di una polmonite virale, contratta dopo l’ennesimo intervento chirurgico al cervello, era ricoverato in terapia intensiva, intubato e, negli ultimi giorni, completamente sedato.

Mio marito è morto da solo perché, alle due di notte, il medico rianimatore, un giovane competente e di grande umanità ed empatia, vedendomi distrutta mi intimò di andare a casa a dormire per qualche ora.

Non mi sono mai perdonata di non essere stata lì, anche se mio marito ormai non era più cosciente da ore.

Ma poi ci sono stata, ho potuto salutarlo, ho potuto accompagnarlo e, in qualche modo, ho potuto comprendere, se non accettare, che non l’avrei mai più avuto al mio fianco.

Per questo motivo posso comprendere, almeno in minima parte, il dolore lancinante di chi ha salutato i propri cari per l’ultima volta quando sono stati ricoverati in ospedale e non hanno potuto tener loro la mano, non hanno potuto vederli spegnersi a poco a poco, non hanno potuto cogliere il momento in cui la vita non è più “veramente” vita, ma continua, per ore, per giorni, supportata solo dalle macchine ed ė il momento che, in qualche modo, confusamente, prepara al distacco.

Credo che un dolore così sia inimmaginabile, è un dolore cupo che non può essere, almeno per ora, attenuato da qualche forma di elaborazione del lutto.

In questi giorni mi trovo a pensare, e a pregare, non tanto e non solo per le molte persone decedute, ma soprattutto per i loro cari che non hanno nulla su cui piangere.

Milano - Monumentale

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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Una risposta a Comprendere il dolore.

  1. Marisa scrive:

    Cara Pina, anch’io ho subito un lutto improvviso, questione di ore ed io ero a 700km di distanza. Il dolore mi ha devastato è ancora non mi dà pace il pensiero che la mia adorata zia-mamma se ne è andata in punta di piedi, dolce e preziosa senza che fossi vicino a lei.
    Condivido quindi il dolore di coloro che oggi perdono i propri cari senza essere loro vicini. Non si dimentica!

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