Come in estremo oriente.

In Giappone, generalmente, ci si saluta con un inchino, anche se agli stranieri è gentilmente concessa la stretta di mano.

In questi giorni vedo molti salutarsi stando a debita distanza (almeno un metro, meglio se due), i baci e gli abbracci sono banditi, le strette di mano mal tollerate, meglio un inchino di vago sapore nipponico appena abbozzato o un lieve agitare della mano in puro stile “Windsor”.

L’emergenza sanitaria sta stravolgendo le nostre abitudini e non solo per quanto riguarda i saluti, nei locali pubblici tutti cercano di mantenere una distanza di sicurezza (ci voleva un virus per obbligarci alle distanze di sicurezza e speriamo che anche gli automobilisti ne facciano tesoro), non si beve più il caffè “veloce” al bancone del bar, ma ci si siede ad un tavolino e si aspetta, non si esce di casa se non è necessario, ma ogni tanto uscire è proprio una necessità fisica e mentale.

Non so immaginare quanto durerà tutto questo, ma “dopo” sicuramente ci risveglieremo diversi, non so se cambiati in meglio o in peggio, ma diversi.

Spero solo che ciò che stiamo vivendo ci insegni ad essere più attenti agli altri, più aperti, più riflessivi, meno egoisti, più tolleranti, più possibilisti e forse anche un po’ più buoni.

Milano - Expo 2015

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in così è la vita, personali. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.