Ultrasessantacinquenni.

Fino a poco più di un anno fa ero ancora in un’età tale da poter lavorare, anzi, quando mi hanno “concesso” la pensione, l’hanno chiamata “pensione anticipata”, come se, a sessantacinque anni suonati, in qualche modo fossi riuscita a sfuggire ai miei “doveri”.

Oggi la mia Regione mi consiglia, vista l’età avanzata, di starmene chiusa in casa per non correre rischi.

Sono contenta che chi ci governa si preoccupi di me e della mia salute, ma mi sembra un po’ un’incongruenza, visto che ci sono dei miei coetanei che devono ancora lavorare.

Sono anche un po’ stufa di sentire parlare delle vittime come di “anziani” e non come di “persone” che, magari a causa di altre patologie, sono incappati in modo tragico in questo virus.

Ci sono persone della mia età, e anche oltre, che fanno volontariato, si impegnano, viaggiano, studiano, amano la vita, amano la bellezza e, anche se hanno qualche acciacco, si sforzano di vivere in pieno la loro età ed è giusto tutelarli, ma, per piacere, non chiamateci “vecchi”.

Autunno in Valsassina (Moggio)

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in così è la vita, personali. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.