Il sesto giorno ovvero “come non diffondere il panico”.

La parola d’ordine è “stemperare la tensione” ed è evidente che non bisogna fomentare le situazioni di panico già largamente diffuse così come non bisogna tacere le notizie, ma neppure porre un’enfasi eccessiva sui numeri, sui casi, sulle “zone rosse”, sulle città svuotate, sugli scaffali desolati.

Il panico fa male prima di tutto alla salute perché non è mai salutare affrontare le emergenze in modo irrazionale, ma fa male anche all’economia con le industrie ferme, i viaggi disdetti, gli alberghi e i ristoranti vuoti.

E’ difficile stare in equilibrio tra una razionale cautela e la paura di un “nemico” che non si conosce, ma mai come in questo momento, in cui tutti abbiamo “fame” di informazioni, è indispensabile che le notizie siano fornite in modo responsabile, sfuggendo alla tentazione del sensazionalismo.

E allora perchè, mi chiedo, un telegiornale, per raccontare una Milano deserta, ha trasmesso l’immagine di una piazza, dalle parti del Portello, che è sempre deserta, come dimostra una mia fotografia scattata in tempi non sospetti (giugno 2014)?

Milano - Portello

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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