Una giornata ai tempi del coronavirus.

Già nei giorni scorsi a Milano c’era un’atmosfera particolare: Piazza del Duomo e la Galleria senza i gruppi di turisti cinesi, tutti in fila, tutti muniti di auricolare, sembravano più vuote.

Ma il contagio non faceva particolarmente paura forse perché considerato lontano forse perché associato solo a persone con gli occhi a mandorla e quindi bastava tenerli a distanza, evitare i ristoranti cinesi, il quartiere cinese, i negozi cinesi, i prodotti cinesi (come se fosse possibile).

Poi, da ieri, il virus è sbarcato in Lombardia e in Veneto, probabilmente anche perché qualcuno ha commesso la leggerezza di non contattare i numeri telefonici di emergenza, ma si è recato in un Pronto Soccorso verosimilmente affollato come lo sono, soprattutto nel periodo invernale, le strutture simili di tutta Italia.

E di colpo siamo diventati tutti virologi e basta entrare in un bar (logicamente affollato) per sentire dotte dissertazioni su come evitare il contagio e comunque le mascherine protettive sono esaurite praticamente dovunque.

Sta di fatto che le autorità stanno cercando di limitare i danni isolando le persone entrate in contatto con coloro che in qualche misura evidenziano i sintomi della malattia per cui i cittadini della zona di Codogno e dei comuni vicini sono stati invitati a stare in casa, i locali pubblici e le scuole sono chiusi, i treni non fermano nelle stazioni.

Senza farsi prendere dal panico, che non è mai una buona cosa, è necessario che tutti si attengano alle disposizioni delle autorità e, in particolare, è indispensabile che tutti siano a conoscenza e applichino le linee guida della Regione Lombardia.

E soprattutto, nel dubbio di essere stati contagiati è fondamentale non recarsi dal medico di base o, peggio ancora, in Pronto Soccorso, ma rivolgersi al 112 (che tuttavia è il numero telefonico per tutte le emergenze) o, meglio ancora, al numero verde 1500.

La giornata ai tempi del coronavirus può essere una giornata, tutto sommato, “normale”, basta informarsi e seguire scrupolosamente le indicazioni di chi sta lavorando per la nostra sicurezza.

Milano - Palazzo della Regione Lombardia

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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