Fo’ geneer gh’è scià febreer

Gennaio se ne va e arriva febbraio, in coincidenza con i “giorni della merla”, tradizionalmente i più freddi dell’anno oltre che quelli da cui trarre auspici per l’avvento della primavera.

Tra le mie montagne questo è il week end in cui si accendono i falò per “bruciare” l’inverno e a Moggio, in particolare, si tramanda la leggenda della merla che, rifugiatasi in un camino per sfuggire al gelo, ha visto le piume bianche mutarsi in nere e poi si accendono le fiaccole e agitando campanacci e battendo sui coperchi si insegue l’inverno che fugge spaventato.

Arrivati alla catasta di legna le fiaccole appiccano il fuoco e poi si sta lì, tra un vin brulè e una fetta di panettone, ad osservare le fiamme che si alzano verso il cielo godendosi il calore del falò che è già un preludio e una promessa dei tepori primaverili.

Tanto tempo fa, quando gli inverni erano più rigidi e facevano più paura con il lungo buio e con il gelo, il rito di “scacciare” Gennaio con il fuoco e il rumore assordante era quasi consolatorio, era un modo per esorcizzare l’inverno e per propiziare la primavera.

Era un rito semplice, ma carico di gioia, di promesse, di voglia di vivere.

Moggio - Falò di fine inveno
Moggio - Falò di fine inveno

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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