Il vicolo dei lavandai.

Il vicolo è un angolo di Milano dove si respira un’atmosfera di altri tempi, di tempi in cui il lavoro era duro e non c’erano le macchine ad alleviare la fatica degli uomini e delle donne.

Il vicolo deve il suo nome ad un antico lavatoio, che era in funzione fino agli anni ’50 e oggi è stato restaurato, collocato su una piccola roggia alimentata dalle acque del Naviglio Grande che scorre a pochi passi di distanza.

Il lavatoio è un muto testimone di una Milano scomparsa che ormai pochissimi ricordano, come ormai pochissimi ricordano le lavandaie inginocchiate sul “brellin” di legno, con le mani arrossate dall’acqua gelida e i canti, simili a cantilene, ripetuti per tenere il ritmo del lavoro.

In realtà il vicolo non è dedicato alle lavandaie, ma ai lavandai perchè il servizio di lavaggio era garantito, nell’ottocento, da una associazione maschile, una confraternita nata nel secolo precedente sotto la protezione di Sant’Antonio da Padova.

Oggi il lavatoio, tornato allo “splendore” di un tempo, con la sua atmosfera vagamente romantica (ma nulla di romantico c’era nella fatica delle lavandaie) attira i turisti incuriositi che non riescono a resistere alla tentazione di scattarsi un selfie.

Milano - Sui Navigli

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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Una risposta a Il vicolo dei lavandai.

  1. nina46 scrive:

    Dici bene: non vi era nulla di romantico, però ripercorrere questi vicoli, come un ponte col passato, ci aiuta a ridefinire il presente, la fortuna che abbiamo ad esempio, anche se non la sappiamo riconoscere.

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