Lo scaffale vuoto.

A Berlino, in Bebelplatz, proprio di fronte all’imponente facciata della Humboldt-Universität, c’è un pannello trasparente grande più o meno come un tombino che lascia intravvedere una stanza, sotto il livello della piazza, arredata con scaffali da biblioteca completamente vuoti.

A pochi passi dal pannello una targa ricorda che, proprio in quel punto,
il 10 maggio 1933 avvenne il rogo in cui i nazisti bruciarono circa 25.000 volumi ritenuti pericolosi ed è questo evento che gli scaffali vuoti vogliono dolorosamente simboleggiare.

Quello del ’33 non è stato il primo rogo di libri e temo che, purtroppo, non sarà l’ultimo perché ogni dittatorucolo che si rispetti (o che non si rispetti) nella sua carriera sente il desiderio di distruggere i libri, perché i libri parlano con parole di libertà, i libri hanno una voce esprimono idee (giuste o sbagliate non importa), fanno pensare, rendono liberi, i libri fanno paura perchè creano cultura e chi si nutre di ignoranza teme la cultura come la peste.

Heinrich Heine scriveva: “Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani.” ed è questa la frase incisa sulla targa commemorativa.

Mi sono inginocchiata e ho ripensato a quei libri bruciati che, nonostante il rogo, sono sopravvissuti a chi voleva far tacere la loro voce, e mi sono consolata un po’ pensando che i dittatori passano, ma la parola scritta resta.

Berlino - L'università - La biblioteca senza libri

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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