Il ratin.

Ratin, nella lingua meneghina, significa “topolino” e stava ad indicare un piccolo aggeggio che, quando la Galleria Vittorio Emanuele era illuminata a gas, prima che nel 1883 venisse costruita la centrale elettrica a carbone di via di Santa Redegonda, correva lungo un binario posizionato a trenta metri dal suolo e, grazie ad uno stoppino fiammeggiante, accendeva il gas che usciva dagli ugelli.

Lo spettacolo della Galleria illuminata doveva essere notevole, ma il vero e proprio spettacolo doveva essere il Ratin che correva alla base della cupola e rendeva lo spazio scintillante ed elegante.

Oggi il piccolo “topolino” si trova a Palazzo Morando, dove ha sede il “Museo Costume Moda Immagine”, chiuso in una teca di vetro e sembra un po’ “l’oggetto misterioso”.

Anche questo è un aspetto della storia della città che forse pochi conoscono, ma che merita di essere ricordato.

Milano - Palazzo Morando - El Ratìn

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in appunti di viaggio, così è la vita, Milano nel cuore, passato (quasi) remoto, personali. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.