Baggage claim.

Si tratta di una sorta di gioco di società, inevitabile quando si viaggia e la vacanza è troppo lunga per accontentarsi del bagaglio a mano (che per alcune compagnie aeree diventa sempre più microscopico).

La scena è sempre la stessa: l’aereo tocca terra, non si è ancora fermato del tutto, l’indicazione di “cinture allacciate” è ancora accesa, ma tutti sono già in piedi e intasano lo stretto corridoio della cabina, tolgono il bagaglio a mano dalle cappelliere e si precipitano, incastrandosi inevitabilmente, verso le uscite.

Poi c’è l’assalto al bus navetta che, tanto, anche se si corre non parte prima, prima che sia salito anche l’ultimo passeggero del volo.

Finalmente si entra in aeroporto e, se non si deve fare la fila per il controllo documenti, c’è l’assalto al nastro trasportatore per ritirare i bagagli.

Negli aeroporti più piccoli i nastri sono pochi, recano sullo schermo il numero del volo e la provenienza e sono sempre inesorabilmente immobili, negli aeroporti più grandi trovare il nastro giusto è una specie di caccia al tesoro.

Alla fine, individuato il nastro trasportatore giusto, comincia l’attesa che è sempre accompagnata da una sottile inquietudine: il timore che tutti nutrono, infatti, è che l’agognata valigia sia andata a farsi un giro turistico in un aeroporto a migliaia di chilometri di distanza.

Poi il nastro, con una lentezza struggente, comincia a muoversi e cominciano ad apparire le prime valigie che hanno sempre un aspetto dimesso, come se fossero arrivate a destinazione a piedi.

C’è una sorta di gioia irrefrenabile nell’individuare il proprio bagaglio (le mie valigie sono quasi sempre le ultime ad arrivare, quando ormai il traguardo è stato smontato) e chi ha questa fortuna afferra l’oggetto del desiderio e si allontana dal nastro con aria trionfante.

Quando ormai sono rassegnata all’idea di individuare un negozio di biancheria e una farmacia arriva anche la mia valigia, tiro un sospiro di sollievo e guadagno l’uscita.

Aeroporto di Orio al Serio

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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