Archivi del mese: Marzo 2018

Il pezzo di carta.

Quando ero una ragazzina così veniva definita la laurea o il diploma a casa mia, con una espressione un po’ ironica che, tutto sommato, sta a significare che se è importante conseguire un titolo di studio, a quel “pezzo di … Continua a leggere

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Vorrei partire.

Esco per andare a scuola, piove e a fatica mi destreggio tra la borsa e l’ombrello, il cielo oggi è grigio e mi intristisce un po’ e mi fa nascere dentro un gran bisogno di partire, magari per un luogo … Continua a leggere

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Alohomora.

“Alohomora” è uno degli incantesimi più semplici, Hermione ha imparato la formula da autodidatta quando, in attesa di iniziare il corso alla “Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts”, si dilettava a sfogliare i libri di testo e, in particolare, … Continua a leggere

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Perché amo l’arcobaleno.

E’ quasi una magia che attira il mio sguardo e mi stupisce ancora come quando, da bambina, sognavo di raggiungere la pentola d’oro nascosta laggiù, all’orizzonte, dove la linea multicolore sembra nascere dal suolo. Amo l’arcobaleno perché spesso appare quando … Continua a leggere

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Mille lire.

Per dei ragazzi cresciuti nell’era dell’euro non è facile capire come fosse il mondo delle lire, mi chiedono di “tradurre” e quando spiego loro che mille lire corrispondono a cinquanta centesimi mi guardano divertiti. Non possono comprendere, i giovani virgulti … Continua a leggere

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Nati per leggere.

Passare qualche ora a leggere per e con dei bambini piccolissimi è una vera gioia, perché poche cose sono gratificanti come gli occhioni spalancati, i sorrisi gratuiti, le piccole mani che si allungano per afferrare le pagine, o le figure, … Continua a leggere

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Passeggiando nel parco.

Durante il breve viaggio a Londra, sul finire della scorsa estate, abbiamo dedicato le prime ore di domenica mattina ad attraversare Hyde Park, la grande macchia di verde nel cuore della città caotica e cosmopolita. Siamo entrati dal cancello a … Continua a leggere

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Le buone cose di pessimo gusto.

Come nel salotto dell’amica di nonna Speranza, descritto da Gozzano, un tempo le case di molti erano ingombre di soprammobili, posati su vezzosi centrini (per non graffiare il piano lucidissimo del buffet), che ai nostri occhi di contemporanei appaiono un … Continua a leggere

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Mi avevano regalato il meccano.

Solo dopo molto tempo ho compreso quanto fossero “avanti” i miei genitori che, oltre alle bambole vezzose che hanno invaso la mia infanzia, mi avevano regalato il “Meccano” e il “Piccolo chimico”. Ricordo che ho passato ore a costruire improbabili … Continua a leggere

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Le donne.

La mia bisnonna si chiamava Saffo (si sa che dalle parti di Parma c’era una discreta creatività in fatto di nomi, d’altra parte mia madre, sua nipote, si chiama Cabiria) e mi adorava visto che per i primi sei anni … Continua a leggere

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