Festa del papà.

Qualche giorno prima della festa la maestra ci faceva scrivere una letterina, tutta fiorellini e svolazzi, che alla sera avrei messo sotto il piatto dove mio padre l’avrebbe trovata, durante la cena, dopo il lavoro.

Io a quell’ora ero già a letto perché papà lavorava fino a tardi, ma sapevo che la mia letterina gli aveva strappato un sorriso orgoglioso.

Da bambina lo vedevo poco mio padre, perchè passava fuori di casa quasi tutta la giornata, ma alla domenica, finalmente, passavamo la giornata insieme, spesso al freddo e con gli sci ai piedi e ci raccontavamo tutto ciò che avremmo voluto dirci, ma che per mancanza di tempo eravamo costretti a rimandare a tempi migliori.

Poi sono cresciuta ed è cresciuta la nostra confidenza, a lui confidavo i miei dubbi di adolescenze, i problemi di giovane donna, le speranze, le delusioni, l’amore e poi le mie gioie di mamma.

Intanto il mio fantastico papà era diventato uno splendido nonno, sempre al fianco di mio figlio, compagno di giochi, confidente, amico.

Se n’è andato troppo presto e mi ha lasciato il vuoto delle parole non dette, della sua vicinanza forte e gentile, del suo coraggio e del suo infinito amore.

VERONA

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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