I trii dì della merla.

La leggenda dei “tre giorni della merla” si perde nella notte dei tempi e narra di un inverno rigidissimi e degli ultimi tre giorni di gennaio con Milano sepolta sotto una spessa coltre di neve.

Una famigliola di merli, che allora stando alla leggenda erano candidi, viveva in un nido collocato tra i rami di un albero dalle parti di Porta Nuova, ma il freddo era intenso e il cibo scarsissimo allora, mentre il maschio vagava per la città in cerca di qualcosa con cui nutrire i piccoli, la femmina decise di traslocare armi e bagagli (e cuccioli) in un nuovo nido costruito in fretta e furia su di un comignolo.

Il gelo durò per tre giorni e quando il maschio finalmente fece ritorno stentò a riconoscere la sua famigliola perché la madre e i piccoli erano diventati neri per via del fumo del camino.

Per questo motivo, si racconta, i merli sono neri.

I nostri antenati, quando non c’era il riscaldamento globale  e i cambiamenti climatici erano di là da venire, approfittavano di questi giorni per trarre auspici: se i tre giorni sono gelidi, dicevano, avremo una primavera mite, se caldi e soleggiati dovremo rassegnarci ad una primavera tardiva.

Cavenago di Brianza - Merlo

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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