Con occhi attenti.

Avevo parlato ai miei ragazzi, in occasione del “Giorno della Memoria”, delle “Pietre d’inciampo”, le istallazioni posate dall’artista tedesco Gunter Demnig in molte città europee per richiamare l’attenzione dei passanti sulle vittime della shoah.

Si tratta di placche d’ottone che recano il nome e le date di nascita e di morte di persone deportate nei campi di sterminio ed uccise, fissate nella pavimentazione stradale proprio davanti alle abitazioni dove avevano vissuto una vita tranquilla fino al giorno dell’arresto.

La scorsa settimana, percorrendo il Corso Magenta, ho avvisato i miei ragazzi che ci saremmo imbattuti nella pietra che ricorda Alberto Segre, il padre di Liliana Segre, deportata all’età di tredici anni e sopravvissuta ad Auschwitz, che i miei studenti conoscono bene per le sue testimonianze lucide ed toccanti dell’orrore.

E’ stato emozionante vederli soffermarsi per qualche istante in una sorta di silenzio compunto, così inusuale per loro.

Milano - Corso Magenta - Pietra d'inciampo

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in così è la vita, i giorni della scuola, passato (quasi) remoto, personali. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.