Quando la terra trema.

Quando la terra trema noi uomini moderni, evoluti ed orgogliosi abitanti del terzo millennio, veniamo presi all’improvviso da una sorta di timore ancestrale ed è paura e panico e istinto di sopravvivenza.

Il primo pensiero è quello di fuggire, ma dove?

Non sulle scale, non con l’ascensore, non per strada dove è possibile che si abbattano le strutture più aeree di un edificio (come balconi, tegole, cornicioni e comignoli), ci vuole lucidità e freddezza per restare in casa, vicino ad un muro maestro mentre i lampadari oscillano e i libri cadono dalle mensole e le porte degli armadi si spalancano e gli infissi scricchiolano in modo sinistro e il pavimento sembra gonfiarsi, agitato da onde sempre più ampie.

E poi, quando il mondo si ferma, quando tutto sembra tornare alla normalità ci si guarda intorno, si cerca di valutare i danni e si ricomincia a parlare come se il racconto del terrore vissuto lo esorcizzasse.

E si resta come sospesi, nel timore che il movimento ricominci e ci trovi impreparati.

Il dopo terremoto è il momento delle parole, talvolta inutili se non dannose, e mentre chi si trova nel cuore del sisma lavora per mettere in sicurezza persone e cose, chi è lontano cede alla tentazione della deriva mistica e allora sono anatemi e “punizioni divine” e ricerca di colpe dal sapore complottista.

Il terremoto non si può prevedere, colpisce con la violenza che solo la natura, decisa a muoverci guerra, può mettere in atto e noi uomini siamo come formiche spaventate, non abbiamo colpa dei terremoti, ma possiamo tentare di prevenirne le conseguenze costruendo edifici antisismici o mettendo i sicurezza quegli edifici che per età e arte devono essere conservati perchè sono patrimonio di tutti.

Piango per il cuore dell’Italia così duramente colpito, ma non posso perdonare chi poteva fare e non ha fatto, chi per profitto o semplice ignoranza ha costruito come non si dovrebbe costruire, chi ha sperperato il denaro.

Non credo nelle punizioni divine, ma nelle responsabilità degli uomini sì.

In viaggio verso Roma

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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