Ave Cesare.

La Hollywood del 1951, il nuoto sincronizzato alla Ester Williams, i peplum con i fondali di cartapesta (sullo stile “La tunica” o “Ben Hur” per intendersi), un George Clooney in costume da centurione per tutta la durata del film, la coreografia dei marinaretti in stile Gene Kelly, il gossip asfissiante, le dive capricciose, il cowboy rozzo e imbranato e, a legare il tutto, una giornata di lavoro di un tuttofare, Eddie Mannix,  capace di risolvere ogni problema, capace di  affrontare ogni capriccio, ogni pettegolezzo, ogni inghippo, salvo poi confessarsi di continuo per ripulire la coscienza: questo è l’ amaro ed esilarante film “Ave Cesare“.

Restano impressi gli occhi vuoti e assolutamente inespressivi di George Clooney, il divo rapito da una improbabile cellula di sceneggiatori comunisti non ancora colpiti dalla scure del maccartismo, che remano, nella notte illuminata dalla luna, verso un sommergibile sovietico che emerge dai flutti accompagnato da una musica in stile coro dell’Armata Rossa.

Non c’è nostalgia, non c’è il ricordo dei bei tempi andati, c’è lo sguardo irriverente e cinico dei fratelli Coen, c’è un’incredibile abilità nel ricreare un mondo finto che più finto non si può.

Si ride, in sala, ma si ride amaro.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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