Neologismi.

Dematerializzazione è il vocabolo che gira a scuola in questi giorni, dematerializzazione è un vocabolo un po’ inquietante (la somiglianza con “smaterializzazione” è fin troppo evidente) che, in buona sostanza, per noi significa la scomparsa del buon vecchio registro cartaceo sostituito dal registro digitale.

Dematerializzazione significa risparmio di carta e inchiostro (sembra poca cosa, ma provate a moltiplicare il poco per tutte le scuole italiane).

A prima vista potrebbe sembrare una cosa buona e giusta se, per esempio, nel nostro istituto la connessione wi-fi funzionasse in modo decente e non si incontrassero nei corridoi personaggi con lo sguardo spiritato e il tablet o l’iphone proteso verso il cielo in cerca di non si sa bene cosa.

Sarebbe un’innovazione geniale se i computer posizionati in ogni classe (per gestire le lim) non fossero antidiluviani e dalla vita precaria (forse più precaria dei docenti precari stessi).

Ho l’impressione che, per quanto mi riguarda, la dematerializzazione significherà annotare su fogli e foglietti assenze e voti e poi aggiornare il registro a casa, alla sera, con il mio pc e la mia connessione.

Perchè ho sempre l’impressione che, nella scuola italiana, si vogliano fare le nozze con i fichi secchi?

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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