Piccole grandi opere.

Con una ineffabile puntualità ad ogni nuova campagna elettorale ricompare il Ponte sullo Stretto, un vero e proprio must, la “grande opera” per antonomasia sulla cui utilità ho sempre nutrito qualche perplessità e sulla cui fattibilità da lungo tempo nutro più di qualche dubbio.

Si tratterebbe di un’opera storica, è più che certo, un’opera che innalzerebbe il P.I.L. di un numero esorbitante e imprecisato di punti percentuali, ma il progetto ha sempre più la consistenza della “materia di cui son fatti i sogni“.

Forse sono altre le opere che servirebbero al nostro Paese e che, forse, potrebbero contribuire a muovere un po’ l’economia: si potrebbe, per esempio, allentare un po’ le maglie del patto di stabilità (almeno per i comuni virtuosi) così da permettere di realizzare piccole opere, microscopiche manutenzioni, minuscole ristrutturazioni: sarebbero piccole opere, è vero, ma avrebbero il merito di essere molto diffuse sul territorio e di dare lavoro a piccole imprese locali, si tratterebbe di una boccata d’aria per tante imprese in difficoltà.

Certo per uno “statista” è più gratificante dare il proprio nome ad un immenso ponte piuttosto che a una buca nell’asfalto.

L’unico rischio è che il Ponte resti in eterno sulla carta.

Ponte di Normandia (Senna a Honfleur)

 

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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