Ricordi in bianco e nero.

In bianco e nero sono le mie vecchie fotografie, in bianco e nero erano le trasmissioni televisive e mi rendo conto che la mia memoria è in bianco e nero e mi stupisco di quanto mi sembri naturale l’assenza del colore.

Sfoglio l’album di matrimonio dei miei genitori, un matrimonio del dopoguerra, povero ma dignitoso: vedo mio padre, reduce dalla prigionia in Sud Africa, magrissimo, ancora più filiforme nel suo vestito scuro, mia madre con un tailleur grigio, un velo di pizzo bianco sul capo, gli occhi vivacissimi modestamente abbassati sui fiorellini bianchi che stringe nelle mani: sono giovani e belli, un po’ impacciati, stretti in mezzo ad un nugolo di parenti, buffi nei loro vestiti eleganti.

La mia nonna è un po’ defilata, tiene la schiena dritta che la fa sembrare più alta di quanto non fosse in realtà, sui capelli bianchissimi, raccolti in una crocchia voluminosa, inalbera un vezzoso cappellino con tanto di veletta che scende sugli occhi cerulei: non si vede il colore, ma si intuisce che sono chiarissimi e luminosi.

Nella grande scatola di cartone raccolgo altre fotografie alla rinfusa, dovrei trovare il tempo di riordinarle, osservo le foto della mia infanzia: ne amo una in particolare, scattata più di cinquantanni fa in una vecchia casa di ringhiera in via Paolo Sarpi a Milano (oggi in piena Chinatown).

Allora non ero solo una figlia unica, ma anche una nipotina unica, coccolata e viziata (per quanto potevo esserlo nella sobria austerità della mia famiglia, che sfiorava la povertà) amatissima dalle nonne e dai fratelli dei miei genitori, l’immagine mi ritrae mentre guardo curiosa la macchina fotografica e stringo tra le braccia una bambola con la quale ho trascorso tanta parte dell’infanzia.

Non ricordo il colore della mia casa o del mio vestitino, ricordo però benissimo la bambola vestita di giallo, con degli splendidi occhi verdi, stranamente nei miei ricordi solo i giocattoli sono a colori.

Mi piace perdermi nei meandri della memoria, mi piace immergermi in quella realtà che ormai, anche per me, ha il sapore di qualcosa di remoto.

io

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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7 risposte a Ricordi in bianco e nero.

  1. MariaNY scrive:

    era come se fossi seduta li’ con te…la foto e’ bellissima!!!

  2. pensierorosa scrive:

    MA CHE BELLA BIMBA!!

    Io adoro le foto in bianco e nero (delle mie foto faccio sempre anche la versione b/n)

  3. Gianluca scrive:

    Ho passato anch’io quella fase: le foto in bianco e nero, la TV in bianco e nero.

  4. chit scrive:

    Concordo. Forse siamo l’ultima generazione ad averne ancora di ricordi in bianco e nero. Infatti non a caso nella sezioen foto ho scannerizzato quelle vecchie. Adesso se li vanno a vedere su Youtube… sarà?!

  5. alemagi scrive:

    Ciao Sciura Pina
    è la prima volta che ti scrivo, mi ha costretto la mia ragazza, ma proprio ieri stavo anch’io guardando le vecchie foto dei miei genitori, anni 50-60 per intenderci, un pò perchè sono appassionato di fotografia e un pò perchè la mia famiglia sta vivendo un momento particolarmente duro !
    E così mi sono tuffato in un mondo che non c’è più, le foto dei miei nonni che sembravano “impagliati”, mio padre a militare e mia mamma che scivola sulla neve con uno slittino ! per non parlare poi delle cappigliature…bananone mio papà….un cofano mia madre !!!!
    Foto splendide di mia nonna con le altre mondine nei campi, o mio nonno in Sud Africa alla ricerca dell’eldorado..e ancora tante altre….storia che se n’è andata,ma comunque storia, la nostra.
    ciao

  6. Sciura Pina scrive:

    Spesso ci dimentichiamo che la Storia (quella con la “S” maiuscola) altro non è che la somma di tante piccole oscure storie individuali.

  7. ami scrive:

    Ne ho anch’io una quasi uguale, sul ballatoio di una casa di via Imbonati. Ora la Carlo Erba è stata rasa al suolo e dove una volta c’erano spedizionieri e fabbrichette ci sono palazzine modernissime. Ci sono passata ieri dopo anni e quasi mi veniva il magone.

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