Tragico fatto di sangue: tutti i particolari in cronaca.

Una volta, tanto tanto tempo fa, gli strilloni, per le strade, urlavano questa frase per attirare l’attenzione dei passanti distratti, che si avviavano frettolosi verso casa dopo la giornata di lavoro, perché allora la “nera” era appannaggio della seconda edizione, quella del pomeriggio, le notizie importanti, quelle sulle quali si cimentavano i giornalisti di razza riempivano i giornali del mattino.

Come è potuto succedere che la cronaca nera abbia preso piede in maniera così preponderante nei telegiornali e sulla carta stampata? In fondo un omicidio, anche il più efferato, può incuriosirci per gli aspetti truculenti o per i misteri connessi all’indagine, ma non tocca la nostra vita, altre sono le notizie che ci coinvolgono in prima persona il costo del greggio, per esempio, o il welfare, il debito pubblico, l’inquinamento, le politiche energetiche, le scelte di politica economica, le guerre vicine e lontane e le loro conseguenze nell’economia mondiale, un omicidio, invece, tocca da vicino la vittima, il suo carnefice, i familiari e gli amici e ci riguarda molto poco (a meno di non abitare nello stesso quartiere di un serial killer).

Eppure i giornali, i telegiornali e i programmi di approfondimento hanno fatto del delitto il loro cavallo di battaglia, ce lo propinano, talora a reti unificate, con dovizia di particolari, ricostruzioni, documenti, cronisti appostati davanti alle villette di Cogne o di Garlasco, piuttosto che a Erba o Perugia, dove intervistano ignari passanti, improbabili testimoni, vicini di casa intimiditi e infastiditi da tanto clamore, giornalisti che sono sbiaditi eredi di quel Paolo Brosio che, in tempi ormai lontani, scriveva una pagina nodale della storia del nostro paese, raccontando Tangentopoli davanti al palazzo di Giustizia di Milano, esposto all’inclemenza del tempo e al rischio concreto di finire sotto un tram.

Si celebrano i processi in tempo reale, in un clima da “panem et circenses” che mi sembra veramente poco civile, si sbatte il mostro in prima pagina e lo si sostituisce, con un altro mostro, in tempi da record, ci si abbevera morbosamente alle sempre vituperate fughe di notizie o alle fonti ben informate, in un crescendo rossiniano di “splatter”, sacrificando professionalità e buon gusto sull’altare dell’audience.

E’ ora che l’informazione torni a fare informazione.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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8 risposte a Tragico fatto di sangue: tutti i particolari in cronaca.

  1. presveva scrive:

    mentre commento sia vespa che mentana si stanno occupando del caso di Meredith su rai1 e c5.

  2. Gallinavecchia scrive:

    Concordo pienamente. A volte mi trovo in difficoltà con i tg che le maestre ci dicono di guardare insieme ai nostri figli e di spiegar loro via-via quello che non capiscono, ma spesso ci si trova di fronte a mezz’ore intere di delitti efferati, sette di satana, madri che uccidono figli e compagnia bella, ed è un po’ difficile spiegare mia figlia quello che non capisce quando anche io per prima ho difficoltà a capire come questo mondo possa essere diventato così.

  3. Ariss scrive:

    Qualcuno reputa questo tipo d’ informazione: “arma di distrazione di massa” atta cioè a colpire il lato emozionale dell’individuo il quale sarà lugubremente sedotto dal vortice delle notizie, da non potersene più staccare e di continuare a cercarne ancora in tutte quelle trasmissioni d’approfondimento che tanto generosamente abbondano nei palinsesti televisivi.

  4. Alberto scrive:

    Purtroppo il tuo desiderio o speranza con cui concludi il post mi sa che rimarranno tali. Non sono pessimista, ma realista. E ormai il mondo dell'”nformazione” è diventato un tritatutto o, se si preferisce, uno schiacciasassi dove le vicende umane sono trattate con inumanità.

  5. chit scrive:

    Io è da tempo che mi sto battendo per questo ma saimo in pochi sai, la gente preferisce sapere di Cogne o Garlasco piuttosto che sentirsi ripetere che da qui a poco dovrà vendere la casa o, nel migliore dei casi, rinegoziare il mutuo…

  6. Elisabetta scrive:

    un po’ in ritardo…come sai anch’io più volte ho meditato su questo tema slu mio blog. oltre alla distrazione di massa non vorrei fare quella filomarxista ma penso che dietro a tanta attenzione ci sia un occhio di riguardo verso il profitto più che verso l’eticità della comunicazione. si sa che la “nera” “tira”. è ora di cambiare: spegniamo la tv o non compriamo i giornali quando vediamo cose di questo genere.

  7. Barbara Summa scrive:

    Io mi chiedo sempre più spesso da quali notizie essenziali e reali (spesso rifilate in un trafiletto sperduto) i fatti di sangue debbano distrarci. Non è solo la povertà di contenuti dei media, spesso mi viene davvero da pensare a una premeditazione. Mira alle viscere della gente, che così gli si scollega il cervello.

    Stefano Benni parlerebbe della gestione mediatica della paura. Consiglio a tutti di rileggersi “Elianto”. magari al posto dell’ennesimo programma vuoto di soubrette.

    Un’altra cosa che mi sembra strana e fose collegata: ma perché in tanti blog italiani c’è questa dichiarazione che non si tratta di una testata giornalistica? A chi importa? Cioè, visto che le piattaforme blog non sono neanche di aziende italiane, se io nel mio profilo scrivo Timbuctu come provenienza chi può venire a dirmi qualcos? e soprattuto, cosa? Grazie per spiegare i misteri italiani a una povera esule.

  8. Adriano scrive:

    Sto scrivendo la tesi sull’emergenza criminalità in italia è guardando i dati del ministero delgli interni mi sono accorto che di emergenza non c’è propio traccia.Anzi i dati ufficiali del ministero e ripeto del ministero delgli interni tracciano una situazione che è delle più rosee degli ultimi trent’anni . Ora mi domando a chi devo credere

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