Tempo di calendari.

Stiamo entrando nel periodo “caldo” dei calendari: le edicole e le librerie si riempiono di proposte, in carta patinata, per affrontare attrezzati il nuovo anno, tutti sembrano prometterci un futuro colorato e felice, si tratta quasi di un rito indispensabile per esorcizzare il vago timore per ciò che ci attende e che non possiamo immaginare.

L’attesa ottimistica del futuro, il rimpianto del passato, anche se doloroso, sono temi fondamentali nella poetica del Leopardi il quale, nelle “Operette morali”, nel “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere“, riflette proprio sull’abitudine degli uomini di proiettarsi fiduciosamente in avanti, nonostante le esperienze negative del passato:

Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.

Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?…

Il calendario dunque diventa il nostro passaporto per un futuro felice, sicuramente migliore del passato, ci aiuta a sperare che l’anno che verrà ci porterà meno tribolazioni e più serenità.

C’è qualcuno, però, che ci invita a guardare avanti senza dimenticare ciò che è stato: per questo motivo penso che quest’anno acquisterò il calendario di “Amnesty International” dedicato alla Birmania, per continuare a ricordare le traversie di quel lontano paese proprio ora che i riflettori dell’attenzione mondiale sembrano spenti.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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Una risposta a Tempo di calendari.

  1. Ariss scrive:

    Io non amo i calendari: fogli di carta uniti insieme, di solito appesi in cucina e ciascuno con i propri temi: cucina, natura, animali, soggeti d’arte, motori, donne discinte,… ce n’è per tutti i gusti.
    A me piace l’agenda, che porto sempre con me, e che aggiorno ogni volta io debba ricordarmi appuntamenti, visite, ricorrenze, scadenze. Quando ho tempo da perdere, la personalizzo con disegni e adesivi vari o aforismi e versi tratti da poesie.

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