Domenica, maledetta domenica.

Siamo qui a parlare di nuovo di una domenica di sangue.

I commentatori sportivi, dalle varie emittenti televisive, continuano a ripetere, come un’eco infinita, la notizia della morte di un giovane tifoso e i disordini che ne sono scaturiti.

Non mi è chiara la dinamica dei fatti, non ho capito se ci sono colpe o responsabilità e da che parte stanno, ma la sostanza è che un ragazzo è morto e forse è il caso, come è capitato quando è stato ucciso il poliziotto Filippo Raciti, di sospendere le partite e fermarsi a riflettere.

Continua sembrarmi un fatto assurdo che intorno a quello che, in fin dei conti, è solo uno sport, ruoti tanta violenza.

Aggiornamento.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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4 risposte a Domenica, maledetta domenica.

  1. Pepenero scrive:

    condivido pienamente il tuo stupore. Non ero stato ancora raggiunto dalla notizia dal momento che la domenica la mia televisione rimane rigorosamente spenta: è in grado di intristirmi come nessuna altra cosa al mondo…

  2. lostinthesky scrive:

    I can’t belive the news today!

  3. chit scrive:

    Sempre molto difficile in questi casi esprimersi. Una cosa è certa però stavolta, lo sport c’entra ma solo marginalmente. Qua c’è un ragazzo colpito sul sedile di un auto ferma in un autogrill. E’ molto molto diverso dal caso ultras o cos’altro, se poi si vuole farsi “pilotare” dai media verso il mondo ultras, il calcio violento, etc.etc. facciano pure ma dopo tutte le parole rimane un ragazzo 26enne con un colpo di pistola in gola.
    E mi auguro che presto arrivino spiegazioni chiare e soprattutto credibili per rispetto a quel ragazzo!

  4. JaneDo scrive:

    la violenza è in tutti noi. si viene educati a esaltarla o a addomesticarla fin da piccoli. a volte si possono correggere le cattive abitudini apprese da bambini, ma ci vuole una grande volontà e tanta fatica. Prima di tutto bisogna credere che sia un disvalore.
    la trovi anche in attività innocue, dove non ti aspetti di incontrarla perchè si crede manchino i presupposti per scatenarla, scordando che i presupposti sono gli uomini (e le donne) che non hanno alcun autocontrollo su di essa e credono, sbagliando, sia una dimostrazione di forza. Domenica mentre guardavo con sbigottimento le immagini dei disordini negli stadi trasmesse in tv pensavo anche a quelle forme di violenza spicciola ma non meno devastanti per chi le subisce.
    alla palestra della violenza ci si allena per gradi.

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