Fuori porta.

Quando ero bambina ogni tanto i miei genitori mi portavano a fare una gita fuori porta, allora mi sembrava un’avventura (anche perchè tutti i viaggi con la vecchissima Fiat 600 con le porte controvento erano epici).

Allora Milano era più piccola e anche Chiaravalle, con la sua abbazia, sembrava una meta lontana, poi, nel tempo, mi sono abituata a considerare il campanile svettante ai margini della tangenziale, come parte integrante della città.

Chiaravalle torre campanaria

Sono tornata di recente a visitare il monastero che rivive in tanti ricordi della mia infanzia e l’ho trovato assolutamente all’altezza delle mie aspettative.

C’è ancora l’elegante campanile svettante la mitica “Ciribiciaccola” della filastrocca che mi recitava la nonna:

“Sora del campanin de Ciaravall gh’è una ciribiciaccola con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt; la ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciaren ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt; quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola la ciribiciaccola l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt ”

C’è lo splendido chiostro con il capitello angolare, l’unico originale, sopravvissuto alle devastazioni di età napoleonica, che rappresenta il nodo infinito.

C’è l’interno asimmetrico dove gli apparenti errori nell’alternarsi degli stili architettonici e della teoria delle finestre sono, in realtà, errori voluti per simboleggiare l’imperfezione umana.

Ogni tanto capita di incontrare, nel chiostro, nella cripta o su per la scala un monaco, avvolto nel suo saio, con il cappuccio alzato che cammina a passi lenti e pacati in un’atmosfera dove il tempo sembra sospeso.

Tutto sommato vale proprio la pena di fare una scappata da quelle parti.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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2 risposte a Fuori porta.

  1. chit scrive:

    Una volta la domenica, volenti o nolenti, era dedicata alla famiglia, oggi se non si hanno tutti un sacco d’impegni, sembra di “non vivere” e quindi spesso si perdono per strada queste buone tradizioni … 😕

  2. glicerine scrive:

    bhè solo da poco mi sono resa conto di quanto fossero importanti le gitarelle della mia famiglia, con nonna parenti e vicini di casa tutti insieme nei boschi o a visitare luoghi d’arte.
    Da piccola le vivevo come costrizioni, oggi invece le ricordo con nostalgia!

    Brava Sciura Pina!!!

    Ti posso consigliare un sito carino dove puoi scrivere delle tue montagne?
    Ci puoi caricare anche foto, video e nel frattempo ascoltare buona musica…

    http://www.mybaggy.com/

    Magari ti “leggerò” anche qui!

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