Giochi d’acqua.

Dopo un inverno secco, dopo un inizio di primavera innaturalmente caldo e siccitoso, nelle ultime settimane ha piovuto parecchio, soprattutto in montagna e la pioggia, caduta con l’abbondanza tipica più dei climi tropicali che di quello prealpino, ha gonfiato i torrenti, persino quello che scorre nella valle sotto casa mia, che non posso vedere, perché celato dal fitto intrico del bosco, ma che sento scorrere con un canto continuo che mi concilia il sonno nelle notti estive, quando le imposte delle finestre restano aperte.

Di notte mi piace anche il rumore della pioggia che batte sulle foglie e lo scorrere dell’acqua nei pluviali, soprattutto se c’è il temporale, mi addormento tranquilla perché so che, al mattino, il cielo sarà limpido e splendente e i prati e il bosco sembreranno più verdi, e i colori saranno più nitidi, come lavati dalla pioggia.

Quando l’acqua è abbondante anche le fontanelle, nelle piazzette dei paesi e negli alpeggi, sono più ricche e l’acqua che ne sgorga è fresca e ha un sapore: in primavera ha il gusto della neve ed è freddissima, ma dopo una lunga camminata è una sensazione particolarmente piacevole.

Da bambina amavo molto giocare con l’acqua, non si trattava dei gavettoni, che animano le estati italiane o degli avveniristici “liquidator”, ma di un passatempo molto più semplice che consisteva nel costruire una diga sul torrente, per formare un piccolo specchio d’acqua: era un lavoro faticoso, che implicava lo spostamento di quelli che, a me bambina, sembravano veri e propri macigni che andavano poi uniti da ingenti quantità di sabbia per interrompere il flusso della corrente.

Dopo un intero pomeriggio di lavoro con i piedi a mollo finalmente si formava un laghetto e allora mi piaceva restarmene seduta sulla riva a gettare ciottoli levigati per osservare i cerchi concentrici perdersi sulla superficie.

Quando era ora di tornare a casa spostavo un sasso, magari il più piccolo, e me ne stavo lì a guardare incuriosita la forza dell’acqua che si apriva irruentemente una strada verso valle.

acqua

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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5 risposte a Giochi d’acqua.

  1. Signor Ponza scrive:

    Anch’io ho passato gran parte della mia infanzia a fare cose di questo genere alla cascata dove mi portavano i miei. Però io alla fine non distruggevo tutto perché speravo che quando fossi tornato avrei trovato ancora le mie costruzioni.

  2. E l’odore dell’acqua? O meglio, l’odore che si avverte dove il torrente impetuosamente si frange sui ciottoli e i sassi, in un fresco sottobosco, dopo un salto di qualche metro? Rimango sempre tanto a riempirmi le nari di quegli odori.

  3. Ciccio scrive:

    A quanto pare il temporale concilia il sonno a parecchi, ma chissà perchè?
    Io mi addormento in un niente se sento il rumore della pioggia.
    Tanta gioia.

  4. Fe scrive:

    Si si… anche io quando ho abitato in montagna da piccola giocavo a “fare le dighe”… oppure appena si scioglieva la neve… tra fango e acqua eheheh!!! Ma la cosa che mi piace di più è quando ormai sciolta tutta la neve, spuntano i crocus, se è una giornata di sole …nel silenzio totale si sente scorrere il rivolo d’acqua attraverso i prati…. Non è magnifico?

  5. Andrea Opletal scrive:

    però ci voleva un po’ di pioggia… !

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