Bon Ton.

Domenica scorsa, sul Corriere della Sera, è apparsa una notizia che mi ha fatto trasecolare: pare che, in attesa della visita ufficiale di Elisabetta II negli Stati Uniti, la povera Laura Bush sia tutta impegnata nel restyling non solo della Casa Bianca (qualche tendina nuova, cera a specchio nei saloni, rose gialle del Texas in tutti i vasi), ma soprattutto nel tentativo, a mio parere vano, di insegnare un po’ di etichetta al marito (della serie: non abbattere la regina con una pacca sulla spalla, non bere a garganella (o a gargamella come diceva qualcuno di mia conoscenza) dalla bottiglia, non indossare gli stivaloni da Cow Boy sotto lo smoking e neanche sopra, non apostrofare l’illustre ospite chiamandola “seconda” e altre amenità del genere).

Ora mi sembra gravissimo che qualcuno si premuri di spiegare all’uomo “più potente del mondo” come ci si comporta in pubblico, manco fosse un adolescente maleducato, per due fondati motivi:

  • primo perchè proviene da una famiglia che già ha dato un presidente al Paese (…e quindi ai tempi della presidenza paterna qualcosa dovrebbero avergliela insegnata),
  • secondo perchè comunque è un uomo della mia generazione e, per lo meno in Italia, quando ero ragazza, la buona educazione si insegnava anche nelle famiglie più umili e non solo in quelle dei petrolieri texani.

L’idea che la buona educazione del Presidente sia un problema mi avvilisce e mi rende più indulgente nei confronti dei miei ragazzini ai quali, di solito, non ne passo una liscia: mi inviperisco se sbadigliano o tossiscono senza portare la mano alla bocca, se masticano in modo rumoroso, se bevono col risucchio, se parlano a bocca piena, se si dimenticano di pronunciare due semplici espressioni come “per favore” e “grazie”, se non si ripuliscono le scarpe dal fango del giardino prima di rientrare in classe, se buttano le cartacce per terra, se fanno le corna in una foto di gruppo o se si mettono le dita nel naso ( chi si credono di essere: il Presidente degli Stati Uniti?).

Qualcuno mi potrà considerare formalista e un po’ bacchettona, ma a me è stato insegnato che si ottiene l’altrui rispetto solo quando si è disposti a rispettare chi ci circonda e certe semplici regole di buona educazione e buon senso mi sembrano basilari per la convivenza civile (per quanto riguarda l’educazione civica ci stiamo attrezzando).

Portarifiuti

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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2 risposte a Bon Ton.

  1. Signor Ponza scrive:

    Io sono completamente d’accordo con te. Tra l’altro queste lezioni di bon ton sono state del tutto inutili perché Bush ha fatto un paio di gaffe non appena la Regina è arrivata!

  2. giulia scrive:

    Sembra ormai che essere educati sia da fessi. Se sei educato vuol dire che l’altro può passarti sopra con i piedi. Se non urli abbastanza vuol dire che non vale la pena di ascoltarti.
    Per fortuna non è sempre così, ma molto spesso sì.

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