Ancora sul telefono.

Qualche mese fa, in un post, mi lamentavo del mio difficile rapporto con il telefono, di come squilli sempre nei momenti più inopportuni e spesso per motivi, almeno secondo il mio giudizio, futili.

Nel frattempo la situazione mi sembra peggiorata, ormai sette telefonate su dieci, fra quelle che ricevo, rappresentano tentativi abbastanza insistenti di appiopparmi qualche oggetto del quale non sento la mancanza, di propormi qualche nuovo servizio che mi serve pochissimo o di rifilarmi qualche convenientissimo (mi chiedo per chi) contratto di telefonia.

Se prende la telefonata mio marito, un uomo tutto d’un pezzo e di poche parole, sbatte giù la cornetta senza tanti complimenti, non appena intuisce il tenore della conversazione.

Io sono una persona abbastanza timida e disposta ad ascoltare e questo è la mia rovina, perché resto sempre impegolata in conversazioni che non riesco a troncare in modo gentile come vorrei, interrompere bruscamente la comunicazione corrisponde, per me, a sbattere la porta in faccia a qualcuno ed è un comportamento che non mi piace, ma qualche volta diventa indispensabile se non voglio acquistare mobili in arte povera, olio d’oliva pugliese, un ciclo di massaggi in un centro estetico, un corso di spagnolo e un viaggio sul Mar Rosso (tutto in un pomeriggio nel quale cerco disperatamente di prenotare per telefono una risonanza magnetica).

Devo inoltre fare grande attenzione a non pronunciarmi in espressioni che potrebbero assomigliare ad un assenso: un amico mi raccontava di  essersi trovato impegolato in un contratto che non voleva e che non aveva avuto intenzione di stipulare sulla base della registrazione di una telefonata nella quale aveva dimostrato un blando interesse per la proposta (logicamente era andata persa la parte conclusiva del dialogo nella quale affermava di non essere interessato al contratto).

Ho l’impressione che, in fin dei conti, il comportamento di mio marito sia comunque vincente, da parte mia ho imparato a simulare un accento vagamente straniero e a rispondere velocemente che “la signora” non c’è…..lo so che è ridicolo, ma è questione di sopravvivenza.

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, ex insegnante di lettere ora felicemente in pensione, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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4 risposte a Ancora sul telefono.

  1. sono un esperto in questo campo 🙂
    Appena intuisco la risposta è “NON SONO INTERESSATO”
    Loro cominciano perchè ? “NON SONO INTERESSATO GRAZIE E ARRIVEDERCI”
    Loro continuano e io metto giù il telefono visto che ho già salutato 🙂

    Mi raccomando quando parli di sempre NO, NON, mai dire come ti chiami , mai rispondere SI a qualsiasi cosa che ti dicono, sono dei farabutti e telefonano per fregare il prossimo.

    ciao

    wolly

  2. Signor Ponza scrive:

    Io mi nascondo sempre dietro un “ce l’ho già, grazie”. Oppure faccio finta di non sentire più quello che sta dall’altra parte della cornetta. 😀

  3. bangiu scrive:

    siete tutti dei geni! devo imparare da voi… soprattutto la trovata dell’accento straniero… FANTASTICA! 😉
    io sono troppo gentile, allora… gli dico che non siamo interessati alle loro ricerche di mercato… perchè mi fanno pensa quelle mie coetanee che si beccano cornette nelle orecchie per pagarsi gli studi. ma quando fanno i farabutti… W gli uomini tutti d’un pezzo!

    Ho da imparare… 😀

  4. elrond scrive:

    Triste anche la realtà dei poveri cristi, estremamente precari, che lavorano presso i call center…

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