Archivi categoria: passato (quasi) remoto

Pulizie di (quasi) primavera.

Il portatile nuovo è sul tavolo, lustro e velocissimo anche perché inesorabilmente vuoto. A poco a poco carico i programmi che sono abituata ad usare, le icone familiari compaiono sulla barra del desktop. Di fianco c’è un hard disk esterno … Continua a leggere

Pubblicato in computer, così è la vita, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Da-da-un-pa.

Ogni tanto capita anche a me di guardare la televisione, soprattutto quando sono un po’ stanca e ho bisogno di starmene raggomitolata sul divano con una tisana profumata, e questa sera, forse un po’ per pigrizia mi sono fermata su … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, passato (quasi) remoto, personali, persone e personaggi, televisione | Lascia un commento

Il gioco del silenzio.

Quando ero bambina, alla scuola elementare, si giocava veramente poco, anzi non si giocava proprio infatti l’idea di giocare in classe sarebbe sembrata un’eresia visto che persino i dieci minuti dell’intervallo li passavamo andando ai servizi rigorosamente in fila per … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, i giorni della scuola, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Elizabeth.

« Io dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo. » Così dichiarava Elizabeth, durante una visita in … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, passato (quasi) remoto, personali, persone e personaggi | Lascia un commento

Praticamente indistruttibili.

Ogni tanto ho l’impressione che i bambini della mia generazione fossero praticamente indistruttibili, soprattutto se paragonati ai bambini di oggi. Ad esempio non ricordo se nella casa della mia infanzia sia mai entrata una bottiglia di acqua minerale: quando avevo sete c’era … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Per fare uno spillo.

L’economista Adam Smith, nella seconda metà del ‘700, spiegava che per produrre uno spillo era necessario suddividere il lavoro in diciotto operazioni distinte e che, per razionalizzare la produzione, era indispensabile che ogni lavoratore svolgesse una e una sola di … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, i giorni della scuola, passato (quasi) remoto | Lascia un commento

Pagelle.

Quest’anno il documento della valutazione quadrimestrale (la pagella come si chiamava una volta) sarà visibile sul registro elettronico: decisamente è un segno dei tempi che cambiano. In fondo se è vero che capita sempre più spesso che si annunci persino … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, i giorni della scuola, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Karkadè.

“Karkadè” è una parola dal suono un po’ buffo e un po’ esotico che sentivo spesso ripetere dalle nonne quando ero bambina, anche se non riuscivo ad associarla a nulla di conosciuto, mi piaceva però il suono di quelle tre … Continua a leggere

Pubblicato in il piacere del cibo, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

Non leggete questo post.

Chi pensa che ormai sia passato troppo tempo, che è ora che i morti seppelliscano i morti, che abbiamo sentito parlare fin troppe volte di Auschwitz e dei campi di concentramento, che “un po’ sì, ma poi basta”, che sarebbe … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento

La colpa.

Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz ed oggi lucida ed appassionata testimone della Shoah, usa spesso l’espressione “la colpa di essere nati” per definire l’unica colpa che può essere imputata a tanti innocenti che hanno conosciuto l’orrore delle leggi razziali, della … Continua a leggere

Pubblicato in così è la vita, diritti e doveri, passato (quasi) remoto, personali | Lascia un commento