Archivi categoria: passato (quasi) remoto

Di quale parte?

Oggi, poco dopo la sfilata per celebrare la Festa della Liberazione, sentivo qualcuno commentare che si tratta di una festa “di parte” e che, come tale, andrebbe abolita o quanto meno ricordata in tono minore, senza tanti orpelli, discorsi e … Continua a leggere

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Una bella storia.

Due giorni prima della partenza del Giro d’Italia, che quest’anno prenderà il via da Gerusalemme  il 4 maggio, lo Stato di Israele conferirà la cittadinanza onoraria postuma a Gino Bartali che già nel 2013 era stato dichiarato “Giusto fra le … Continua a leggere

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Educazione e democrazia.

Sono stata la prima della mia famiglia ad iscrivermi ad un liceo, sono stata la prima ad iscrivermi all’università, nata poco dopo la guerra in una famiglia non ricchissima, da genitori che, a causa delle vicissitudini della vita e della … Continua a leggere

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Foto di famiglia.

Quando non esistevano gli smartphone e i selfie erano ancora di là da venire le foto erano meno numerose (anche perché pellicole, sviluppo e stampa avevano un costo) e, di solito, le migliori stavano ben allineate, con tanto di didascalia, … Continua a leggere

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Occhi della Madonna

Mia nonna chiamava “Occhi della Madonna”  la Veronica, quel fiorellino azzurro e delicato che punteggia i nostri prati al primi tepori, è una piccola macchia di cielo nel verde tenero che mette subito allegria e voglia di primavera. E’ un … Continua a leggere

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La Sala Reale

Anche ai sovrani d’ Italia capitava di dover prendere il treno e, se arrivavano in stazione con un po’ di anticipo (o se il treno era in ritardo), c’era il problema di dove ospitarli per evitare che (non sia mai) … Continua a leggere

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Festa del papà.

Qualche giorno prima della festa la maestra ci faceva scrivere una letterina, tutta fiorellini e svolazzi, che alla sera avrei messo sotto il piatto dove mio padre l’avrebbe trovata, durante la cena, dopo il lavoro. Io a quell’ora ero già … Continua a leggere

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Mille lire.

Per dei ragazzi cresciuti nell’era dell’euro non è facile capire come fosse il mondo delle lire, mi chiedono di “tradurre” e quando spiego loro che mille lire corrispondono a cinquanta centesimi mi guardano divertiti. Non possono comprendere, i giovani virgulti … Continua a leggere

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Le buone cose di pessimo gusto.

Come nel salotto dell’amica di nonna Speranza, descritto da Gozzano, un tempo le case di molti erano ingombre di soprammobili, posati su vezzosi centrini (per non graffiare il piano lucidissimo del buffet), che ai nostri occhi di contemporanei appaiono un … Continua a leggere

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Mi avevano regalato il meccano.

Solo dopo molto tempo ho compreso quanto fossero “avanti” i miei genitori che, oltre alle bambole vezzose che hanno invaso la mia infanzia, mi avevano regalato il “Meccano” e il “Piccolo chimico”. Ricordo che ho passato ore a costruire improbabili … Continua a leggere

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