Il senso della memoria.

Il giorno dedicato alla memoria è quasi giunto al termine: come ogni anno abbiamo visto immagini, abbiamo ascoltato parole accompagnate da una musica struggente, forse ci siamo sentiti addolorati, forse indignati.

Poi la giornata finisce e, da domani, e per un intero anno, non ci penseremo più, abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo celebrato il ricordo e possiamo far ritorno alla vita normale, quella dove la solidarietà è spesso confusa con il “buonismo”, quella dove i nostri problemi personalissimi tornano ad essere una priorità e i problemi degli altri scivolano via, sotto una cortina di indifferenza, come polvere nascosta sotto un tappeto.

Giornate come questa hanno un senso solo se riescono a scuotere la nostra coscienza, solo se lasciano semi che permettano alla nostra umanità di crescere, solo se ci fanno comprendere che quello che è accaduto può ancora accadere, e ancora accade, e che è nostro preciso dovere vigilare e opporci sempre.

Auschwitz - Birkenau

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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Una risposta a Il senso della memoria.

  1. alberto scrive:

    Concordo in pieno.

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