Calendario dell’Avvento.

Quando mio figlio era piccolo l’attesa del Natale era una faccenda seria, il tempo scorreva tra richieste di regali sempre più esose, scritture e riscritture di letterine a Gesù Bambino (o a Babbo Natale o a tutti e due), facili ricatti genitoriali della serie “Se non fai il bravo ti arriverà solo del carbone” ( ammesso che il pargolo riuscisse a immaginare una cosa che non aveva mai visto), lavoretti natalizi, poesie da imparare a memoria e una agitazione crescente.

Per aiutarlo a rendersi conto del passare dei giorni all’inizio di dicembre avevamo l’abitudine di regalargli un calendario dell’avvento, di solito coloratissimo, con le venticinque porticine che ogni mattina venivano aperte, ad una ad una, con un tenero rito familiare.

Di solito sotto ogni porta del calendario c’era una caramella o un cioccolatino e ne ricordo uno in particolare che ogni giorno regalava una piccola figurina che andava a comporre un coloratissimo presepe (inutile dire che l’ultima era un minuscolo Gesù bambino da mettere nella culla).

Qualche volta era arduo convincere il piccolo di casa a non aprire tutte le porte in una volta sola, ma si trattava di un esercizio di pazienza, un modo per imparare il piacere dell’attesa.

Scicli (Sicilia)

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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