Dita di strega.

Qualche sera fa, dopo una serata di letture in biblioteca, mentre i ragazzini si abbuffavano mi sono ritrovata ad osservare che, rispetto a quando ero bambina, anche i dolci sono cambiati.

Sul tavolo facevano bella mostra di sè torte decorate con inquietanti ragnatele, biscotti a forma di pipistrello e di zucca, fantasmini di cocco e cioccolato e terrificanti frolle che assomigliavano a dita contorte e ossute, con scaglie di mandorla al posto delle unghie.

Dolcetti spaventosi e dolcissimi (decisamente dolcissimi) preparati dalle mamme in ossequio ad una tradizione che non è una tradizione vera e propria, visto che Halloween è una festa d’importazione che ha fatto irruzione nel nostro calendario, portando travestimenti terrificanti, “dolcetti e scherzetti”, una risata un po’ forzata per esorcizzare la paura della morte e della vita.

Quando ero bambina c’era il “pane dei morti”, profumato di cannella e noce moscata, dal gusto speziato e non troppo dolce, scuro e coperto di zucchero a velo, un dolce dall’aspetto non molto invitante, un dolce un po’ sotto tono, sobrio e composto come era l’atteggiamento, anche quello di noi bambini, nei giorni in cui si ricordavano i defunti e si andava a trovarli al cimitero.

Dolcetto o scherzetto

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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