E te german di giovinezza, amore.

Ho imparato con l’esperienza che l’incontro degli adolescenti con il Leopardi non è mai improntato ad indifferenza: si può amare il Leopardi o si può odiare, ma raramente i ragazzi, persino quelli di oggi, riescono a non farsi toccare dall’universo che si spalanca loro davanti quando incrociano i versi del poeta.

Sarà forse perchè ne percepiscono la profondità o perchè ne condividono le fragilità, i dubbi, gli interrogativi, le speranze, sarà forse perchè nei suoi versi il poeta di Recanati parla spesso della giovinezza, di quella giovinezza alla quale, anche i miei ragazzi, stanno per affacciarsi, pieni di speranze e di paure, desiderosi solo di crescere, un po’ come il “garzoncello scherzoso” che non riesce a percepire lo stato beato della sua età, che è un’età fiorita, piena di speranze, gioiosa come il giorno, carico di attese, che precede la festa, sarà per tutti questi motivi, ma i ragazzi mi sembrano stranamente coinvolti, partecipi o infastiditi, ma comunque coinvolti.

Il buon vecchio Giacomo colpisce ancora.

Luna

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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2 risposte a E te german di giovinezza, amore.

  1. Manlio Padovan scrive:

    Spero, gentile professoressa, che ai suoi ragazzi non nasconderà “La ginestra/ O il fiore del deserto” magari presentandolo con le parole che lei, per la loro età: ma i ragazzi non sono fessi, riterrà più convenienti; ma senza nascondere loro la realtà, il materialismo, dal quale la poesia prende origine.
    A me e a quelli della mia classe sociale fu sempre nascosta e la scoprii, così, all’età di 43 anni (ora ne ho 81). A me e a quelli della mia classe sociale il Leopardi era praticamente negato; ma il prete poteva sparlarne quasi ad ogni lezione potendo egli approfittare della lobotomizzazione cui eravamo quotidianmente costretti anche e soprattutto dagli insegnanti di italiano che era l’unica materia che avrebbe potuto farci crescere, maturare come si diceva.
    Scrivo di un Istituto Tecnico Industriale Statale e non di una scuola professionale!
    La ringrazio per l’attenzione.

  2. Sciura Pina scrive:

    Abbiamo discusso a lungo in classe della visione materialista a partire soprattutto dal “Dialogo della Natura e di un islandese” e devo osservare che, pur essendo dei quattordicenni molto contemporanei, alcuni discorsi sono stati molto seri e maturi.

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