I “laterali”.

Nelle settimane centrali di agosto qui tra le mie montagne le code sono un “must”, se il negozio prescelto è fornito di un provvidenziale distributore di “numeretti” bisogna armarsi di santa pazienza e aspettare il proprio turno tenendo d’occhio il display luminoso, magari stazionando per strada davanti alla vetrina, scambiando qualche chiacchiera con gli altri clienti in trepida attesa.

Se invece i “numeretti” non ci sono, come capita nel bar, tabaccheria, giornalaio nel centro del paese, bisogna mettersi in coda, una coda ordinata e impaziente che si snoda lungo il negozio e, talvolta, anche fuori.

E’ in questi casi che si materializza quasi miracolosamente la figura del “laterale” (o per meglio dire della “laterale).

Si tratta in genere di una signora, di una certa età, abbigliata in modo elegante che entra nel negozio, dà un’occhiata distratta alla coda, e poi comincia a scivolare lentamente, con noncuranza, lungo le persone allineate mostrando un esagerato interesse per le riviste nell’espositore.

Quando arriva al banco con una mossa fulminea si inserisce nella coda, fa i suoi acquisti (che di solito sono lunghi e particolarmente laboriosi) ed esce tutta trionfante tra le maledizioni, sibilate tra i denti, degli altri avventori che, solo per buona educazione, non la mandano platealmente a quel paese.

Cavenago il mercato

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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