Mi sento un po’ in colpa.

Di solito mi sforzo di stare un po’ attenta a quello che mangio, mi sento virtuosa quando opto per un’insalata, limito i carboidrati (e anche gli “idrocarburi” come affermava convinta una signora al bar) e tengo sotto controllo grassi e zuccheri, non ho particolari manie salutistiche, ma in genere non mi piace mangiare “pesante” soprattutto quando fa caldo.

E poi mi succede di passare qualche giorno in montagna e allora è possibile che mi lasci tentare da un negozio che, ai miei occhi, è una specie di antro delle meraviglie: gli scaffali, infatti, sono ingombri di formaggi di tutti i tipi, di latte vaccino, di pecora e di capra, dalle stagionature più diversi, formaggi ti pasta cruda e cotta, delicatissimi e freschi o profumati e consistenti.

Sono formaggi che provengono quasi tutti dagli alpeggi in quota, alpeggi che spesso mi è capitato di visitare e di apprezzare per la cura nell’allevamento degli animali che pascolano in assoluta libertà lungo i pendii erbosi.

Sono sempre un po’ indecisa nella scelta e le commesse, sempre gentilissime, mi allungano un assaggio sulla lama del coltello e così mi ritrovo ad acquistare più formaggi di quello che dovrei.

La conseguenza è sempre un vago senso di colpa che mi accompagna fino a casa… poi mi siedo a tavola e passa tutto.

Val Biandino 2010

Info su Sciura Pina

Sono una ultrasessantenne, milanese, insegnante di lettere, mamma e casalinga a tempo perso. Amo la lettura, la fotografia. la montagna, il cinema, la buona cucina e viaggiare, soprattutto nella vecchia Europa. Sono curiosa, abbastanza anticonformista, mi piace osservare la realtà e farmi un'idea su tutto ciò che mi circonda. Se vuoi contattarmi scrivi a: sciurapina@gmail.com
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